PAI a Vasto e San Salvo: frane e alluvioni, cosa cambia con i nuovi piani distrettuali

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Il PAI a Vasto e San Salvo, cioè il Piano di assetto idrogeologico che individua le aree a pericolosità di frana e di alluvione, non è più quello di qualche anno fa: dal 4 giugno 2026 nel distretto dell’Appennino centrale valgono le misure di salvaguardia dei nuovi PAI distrettuali. I due Comuni, però, ricadono in distretti diversi, e chi deve comprare, ristrutturare o costruire deve sapere quale carta e quali norme controllare.

Centro storico collinare sulla costa adriatica: verifiche del PAI a Vasto e San Salvo su frane e alluvioni

Di cosa si tratta: i nuovi PAI distrettuali e le salvaguardie dal 4 giugno 2026

Il 26 maggio 2026 la Conferenza istituzionale permanente dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale (AUBAC) ha adottato in via definitiva due piani: il PAI distrettuale idraulico (delibera n. 67) per il rischio da alluvioni e il PAI distrettuale frane (delibera n. 68) per il rischio da frana. Gli avvisi sono usciti sulla Gazzetta Ufficiale n. 127 del 4 giugno 2026 e sul BURA n. 24 del 17 giugno 2026.

I due piani coprono 7 Regioni e 901 Comuni e sostituiscono i piani previgenti, in Abruzzo il PAI dei bacini regionali e del Sangro (“Fenomeni gravitativi e processi erosivi”) e il Piano stralcio di difesa dalle alluvioni (PSDA).

PAI a Vasto e San Salvo: due Comuni vicini, due distretti diversi

Il punto da chiarire subito è territoriale. L’articolo 64 del D.Lgs. 152/2006 assegna i bacini abruzzesi e il Sangro al distretto dell’Appennino centrale, mentre il Trigno appartiene al distretto dell’Appennino meridionale. L’elenco dei Comuni allegato al PAI distrettuale frane lo conferma per il Vastese:

Comune Quota di territorio nel distretto dell’Appennino centrale
Vasto 100%
Monteodorisio 100%
Casalbordino 100%
Furci 72,82%
Cupello 40,17%
San Buono 17,8%
San Salvo non presente nell’elenco

Per Vasto valgono quindi i nuovi PAI distrettuali. Per San Salvo il riferimento resta l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale, con il PAI del bacino interregionale del Trigno approvato con DPCM 19 giugno 2019 (G.U. n. 194 del 20 agosto 2019). A Cupello, Furci e San Buono il confine tra i due distretti attraversa il territorio comunale: prima di qualsiasi valutazione bisogna capire in quale parte ricade il lotto.

Il tema non è teorico. Vasto convive con la frana del 22 febbraio 1956, che distrusse un intero quartiere, e nei primi giorni di aprile 2026 uno smottamento sul costone di via San Michele ha portato all’ordinanza di sgombero di due edifici, revocata dal Comune il 24 aprile 2026 dopo le verifiche e l’analisi dei dati dei sensori.

Cosa prevede il PAI distrettuale frane

Le norme tecniche classificano la pericolosità da frana in quattro classi: P4 molto elevata, P3 elevata, P2 media, P1 bassa; il rischio va da R4 a R1. Le disposizioni principali per chi interviene su un edificio sono queste:

  • Area P4: vietati ristrutturazione edilizia, nuove costruzioni, ampliamenti e cambi d’uso che aumentano il carico urbanistico; restano ammessi senza parere PAI manutenzione ordinaria e straordinaria (se non comporta scavi significativi o opere strutturali), restauro, demolizione senza ricostruzione e fotovoltaico sulle coperture esistenti.
  • Area P3: vietati nuove costruzioni private fuori terra, ampliamenti, demolizione e ricostruzione con ampliamento e aumenti di carico; la ristrutturazione edilizia senza aumento di superficie e volume non richiede il parere PAI.
  • Aree P2 e P1: disciplina più permissiva, ma scavi, opere di sostegno, modifiche del drenaggio e nuove volumetrie con aumento significativo dell’esposizione richiedono il parere regionale.

Di norma il progetto deve essere accompagnato da una verifica tecnica secondo le NTC 2018; per interventi minori basta un’attestazione asseverata di non aggravamento. Tra le misure di salvaguardia già vincolanti la delibera n. 68 richiama gli articoli 7, 8 e i divieti dei primi commi degli articoli 9 e 10, oltre alla cartografia.

Cosa prevede il PAI distrettuale idraulico

Il PAI idraulico introduce una fascia di tutela integrale (TI) di 50 metri dal ciglio di sponda per i corsi d’acqua non arginati del reticolo principale e di 25 metri per il reticolo secondario, e tre classi: P3 (tempo di ritorno fino a 50 anni), P2 (50-200 anni) e P1 (200-500 anni). In TI e in P3 sono vietati, tra l’altro, nuove costruzioni fuori terra, ampliamenti fuori sagoma, volumi interrati o seminterrati e cambi d’uso che aumentano il carico urbanistico. Le nuove fasce sostituiscono le mappature previgenti.

Cosa fare in pratica prima di comprare, ristrutturare o costruire

  1. Individuare il distretto in cui ricade il lotto (Appennino centrale o meridionale), soprattutto a Cupello e nei Comuni di confine.
  2. Sovrapporre la particella alla cartografia del PAI frane e del PAI idraulico (layer 12 e 13 del Digital twin AUBAC) e, nella fase transitoria, anche alle carte dei PAI e PSDA regionali, adottando la previsione più cautelativa in attesa di chiarimenti degli uffici.
  3. Inquadrare l’intervento nelle norme tecniche: capire se è vietato, se serve il parere dell’AUBAC o della Regione, o se basta l’asseverazione.
  4. Coordinare il PAI con le altre verifiche: titolo edilizio, classificazione sismica in provincia di Chieti e pratica sismica, vincoli paesaggistici. La guida completa alle pratiche edilizie aiuta a scegliere il titolo corretto.

Errori e rischi

L’errore più frequente è controllare una sola carta: a Vasto il vecchio PAI regionale può non riportare una perimetrazione nuova, mentre a San Salvo il lotto non compare affatto sul geoportale AUBAC. Altro errore è pensare al PAI solo per le nuove costruzioni: in P4 anche la ristrutturazione edilizia è vietata e un ampliamento può bloccare un permesso di costruire o una SCIA. In una compravendita, infine, la perimetrazione va verificata prima del preliminare.

Conclusioni

I nuovi PAI distrettuali uniformano regole su frane e alluvioni in tutto l’Appennino centrale, Vasto compresa, ma San Salvo resta nell’ambito del Trigno. Fino all’approvazione con DPCM la verifica va fatta caso per caso, sul lotto e sulle norme vigenti alla data della pratica.

Quando rivolgersi a un tecnico

La compatibilità con il PAI richiede la lettura di cartografia e norme tecniche e spesso il contributo di un geologo. Per un acquisto o un intervento nel Vastese lo studio può verificare la posizione del lotto e impostare la pratica: i dettagli sono nella pagina sulle pratiche edilizie a San Salvo e Vasto.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se la mia casa a Vasto è in un’area PAI?

Si consulta la cartografia del PAI distrettuale frane e del PAI distrettuale idraulico sul sito dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale (layer 12 e 13 del Digital twin) e, nella fase transitoria, anche le carte dei PAI e PSDA regionali previgenti. La verifica va fatta sulla particella catastale e conviene affidarla a un tecnico, perché il perimetro può interessare solo una parte del lotto.

A San Salvo si applica il nuovo PAI dell’Appennino centrale?

No. San Salvo non compare nell’elenco dei Comuni allegato al PAI distrettuale frane dell’Appennino centrale. Il riferimento è l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale, a cui la legge assegna il bacino del Trigno, con il PAI del bacino interregionale del Trigno approvato con DPCM 19 giugno 2019.

In un’area a pericolosità P3 posso ristrutturare?

Nel PAI distrettuale frane in area P3 sono vietati nuove costruzioni private fuori terra, ampliamenti e aumenti di carico urbanistico, mentre la ristrutturazione edilizia senza aumento di superficie e volume, anche con demolizione e ricostruzione, non richiede il parere PAI. In area P4 invece la ristrutturazione edilizia è vietata. Il progetto va comunque verificato sulle norme tecniche e sulla cartografia aggiornata.

Fino a quando valgono le misure di salvaguardia?

Le misure di salvaguardia sono vincolanti dalla pubblicazione degli avvisi nella Gazzetta Ufficiale n. 127 del 4 giugno 2026 e restano in vigore fino all’approvazione dei piani con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e comunque per non più di tre anni.

Fonti

Ing. Marco Sabatini
Autore

Ing. Marco Sabatini

Ingegnere civile e ambientale, iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Chieti

Titolare dello Studio Tecnico Sabatini di San Salvo (CH), si occupa ogni giorno di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire, sanatorie), coordinamento della sicurezza nei cantieri (CSP e CSE ai sensi del D.Lgs. 81/2008), certificazione energetica APE, impianti fotovoltaici e pratiche catastali tra Vasto, San Salvo e la provincia di Chieti. Sul portale scrive di normativa, sentenze e tecnologie per l’edilizia partendo dai casi reali dello studio: ogni articolo è verificato sulle fonti ufficiali e riporta i riferimenti normativi.

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