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Dal 29 settembre 2026 i beneficiari del contributo PNRR per le Comunità Energetiche Rinnovabili possono chiedere al GSE un anticipo del 30% o una quota intermedia del 40%. Nelle stesse ore un gruppo di associazioni di settore ha chiesto al Ministero di prorogare al 2030 gli incentivi sull’energia condivisa. Due notizie che interessano direttamente Comuni, imprese, condomini e cittadini dei centri sotto i 50.000 abitanti, cioè quasi tutto l’Abruzzo.

Comunità Energetiche Rinnovabili: cosa è successo questa settimana
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) si reggono su due pilastri economici, disciplinati dal D.M. MASE 7 dicembre 2023, n. 414 (decreto CACER). Il primo è il contributo in conto capitale PNRR fino al 40% delle spese ammissibili per impianti realizzati nei Comuni con meno di 50.000 abitanti. Il secondo è la tariffa incentivante sull’energia condivisa, riconosciuta per 20 anni.
Nell’ultima settimana si sono mosse entrambe le leve:
- il 29 settembre 2026 il GSE ha aperto le richieste di anticipazione e di quota intermedia del contributo PNRR;
- il 30 settembre 2026 è stata resa nota la lettera con cui un gruppo di associazioni del settore chiede al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di prorogare al 31 dicembre 2030 l’accesso alla tariffa incentivante.
Contributo PNRR: anticipo del 30% e quota intermedia del 40%
Cosa ha comunicato il GSE
Dalle ore 15:00 del 29 settembre 2026 i soggetti beneficiari di progetti “PNRR CER” o “PNRR Gruppi di autoconsumatori” possono presentare due tipi di richiesta tramite il Portale Unico della Rendicontazione delle Spese, nell’area clienti GSE.
Anticipazione del 30%. È pari al 30% del valore massimo del contributo indicato nell’atto di concessione e richiede la presentazione di una garanzia bancaria o assicurativa.
Quota intermedia del 40%. È riservata agli impianti di potenza superiore a 200 kW ed è pari al 40% del contributo massimo concedibile. Servono due condizioni: aver comunicato sulla piattaforma la data di avvio del progetto e aver già sostenuto almeno il 40% della spesa preventivata.
Il GSE rimanda alle Istruzioni Operative per la Rendicontazione delle Spese (versione del 30 luglio 2026) e alla guida all’uso del portale.
Perché è importante
Per un impianto fotovoltaico al servizio di una CER il problema principale non è quasi mai l’incentivo finale, ma la liquidità durante il cantiere. Moduli, inverter, sistemi di accumulo e opere elettriche si pagano prima di vedere il contributo. Poter incassare il 30% all’inizio, o il 40% a metà percorso per gli impianti più grandi, riduce l’esposizione finanziaria del soggetto beneficiario e rende più semplice ottenere credito.
Il quadro delle scadenze
Il D.L. 19 febbraio 2026, n. 19 (decreto PNRR 2026) ha trasformato la misura in una “facility” gestita dal GSE. Secondo le regole aggiornate, le domande dovevano essere presentate entro il 30 novembre 2025 e le convenzioni stipulate entro il 30 giugno 2026; gli impianti devono entrare in esercizio entro 24 mesi dalla notifica dell’atto e comunque, secondo le ricostruzioni tecniche disponibili, non oltre il 31 dicembre 2027. Ogni beneficiario deve verificare la data esatta nel proprio atto di concessione.
Secondo i dati riportati dalla stampa di settore, il GSE ha concesso circa 1,014 miliardi di euro su 38.390 domande, per impianti complessivamente pari a circa 2.300 MW, con una dotazione salita a 1.041,5 milioni di euro.
La tariffa incentivante: chiesta la proroga al 2030
Cosa prevede oggi il decreto CACER
La tariffa sull’energia condivisa può essere richiesta fino al trentesimo giorno successivo al raggiungimento di 5 GW di potenza incentivata, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027.
Cosa chiedono le associazioni
Assoesco, CNA, CIA, Confartigianato, Confcooperative, Coordinamento FREE, Elettricità Futura, Federesco, ITALIA SOLARE, Legacoop e il Coordinamento CERS Roma e Lazio hanno chiesto al Ministro Pichetto Fratin di prorogare l’accesso al 31 dicembre 2030, o comunque fino al raggiungimento dei 5 GW, e di decidere entro la fine del 2026.
La motivazione sta nei numeri. Al 31 agosto 2026 risultavano 6.161 configurazioni in esercizio, circa 62.000 punti di prelievo e 523,6 MW di potenza: poco più del 10% del contingente di 5 GW, anche se in forte crescita rispetto ai 174,5 MW di fine 2025.
Norma e proposta: una distinzione necessaria
È importante essere chiari: oggi la norma vigente fissa il termine al 31 dicembre 2027. La proroga al 2030 è una richiesta delle associazioni, non una decisione del Ministero. Chi pianifica una CER oggi deve ragionare sulle scadenze attuali.
Chi è interessato
Le novità riguardano diversi soggetti:
- Comuni dell’area Vasto–San Salvo e della provincia di Chieti, quasi tutti sotto i 50.000 abitanti, che possono promuovere CER usando le coperture di scuole, palestre e edifici pubblici;
- imprese e zone industriali, come quelle della Val di Sangro e del Vastese, con ampie superfici disponibili;
- condomini, che possono configurarsi come gruppi di autoconsumatori che agiscono collettivamente;
- parrocchie, associazioni e cittadini che vogliono partecipare come produttori o consumatori.
Un esempio pratico
Un’impresa di San Salvo che ha ottenuto il contributo PNRR per un impianto da 300 kW su capannone, inserito in una CER locale, può oggi scegliere: chiedere subito l’anticipo del 30% presentando una fideiussione, oppure attendere di aver sostenuto almeno il 40% della spesa e chiedere la quota intermedia del 40% senza garanzia. La scelta dipende dal costo della garanzia, dai tempi di fornitura dei componenti e dal piano finanziario dell’intervento.
Conseguenze per professionisti e imprese
Per progettisti e installatori il calendario diventa stringente: progettazione esecutiva, connessione alla rete, eventuali verifiche strutturali delle coperture e collaudi vanno pianificati a ritroso rispetto al termine di entrata in esercizio. Per i progetti nuovi, ancora non avviati, il tema centrale è invece la tariffa incentivante: se la proroga non arriverà, il 2027 sarà l’ultimo anno utile per accedervi.
Conclusioni
Le Comunità Energetiche Rinnovabili entrano nella fase più concreta: i soldi del PNRR iniziano a circolare in anticipo e la discussione si sposta su cosa accadrà dopo il 2027. Per chi ha un progetto finanziato, è il momento di organizzare rendicontazione e garanzie; per chi ci sta pensando, è il momento di valutare fattibilità e tempi con realismo, senza contare su proroghe non ancora decise.
Cosa significa per chi deve intervenire su un immobile
Installare un impianto per una CER su una copertura esistente non è solo una questione elettrica. Occorre verificare la capacità portante del solaio o della copertura, il fissaggio rispetto alle azioni del vento e della neve secondo le NTC 2018, il titolo edilizio necessario, eventuali vincoli paesaggistici e la sicurezza del cantiere in quota. Lo Studio Sabatini affianca Comuni, imprese e condomini nelle verifiche strutturali delle coperture, nelle pratiche edilizie e nel coordinamento della sicurezza per impianti fotovoltaici e CER nel territorio abruzzese.
Fonti
- GSE, news 29/09/2026 – PNRR CER e gruppi di autoconsumatori, al via le richieste di anticipazione e della quota intermedia
- Edilportale, 30/09/2026 – Comunità energetiche rinnovabili, chiesta la proroga degli incentivi al 2030
- D.M. MASE 7 dicembre 2023, n. 414 (decreto CACER) – pagina MASE
- BibLus, 31/03/2026 – Facility CACER e D.L. 19 febbraio 2026, n. 19
- Ediltecnico – CER e autoconsumo: nuove regole operative GSE dopo il decreto PNRR 2026

Ing. Marco Sabatini
Ingegnere civile e ambientale, iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Chieti
Titolare dello Studio Tecnico Sabatini di San Salvo (CH), si occupa ogni giorno di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire, sanatorie), coordinamento della sicurezza nei cantieri (CSP e CSE ai sensi del D.Lgs. 81/2008), certificazione energetica APE, impianti fotovoltaici e pratiche catastali tra Vasto, San Salvo e la provincia di Chieti. Sul portale scrive di normativa, sentenze e tecnologie per l’edilizia partendo dai casi reali dello studio: ogni articolo è verificato sulle fonti ufficiali e riporta i riferimenti normativi.




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