Correttivo Conto Termico 3.0: cosa cambia per Comuni, imprese e privati

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Il correttivo Conto Termico 3.0 è arrivato all’esame della Conferenza Unificata del 22 ottobre 2026: lo schema di decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica modifica il D.M. 7 agosto 2025 su risorse, piccoli Comuni, pagamenti, controlli e requisiti tecnici. Non è ancora in vigore, ma alcune modifiche, come l’APE dopo la sostituzione degli infissi, incidono già sulla programmazione degli interventi.

Tecnici al lavoro su infissi e pompa di calore di un edificio pubblico, interventi interessati dal correttivo Conto Termico 3.0

La novità: lo schema di decreto in Conferenza Unificata

Il Conto Termico 3.0 è disciplinato dal D.M. 7 agosto 2025 del MASE, che incentiva gli interventi di piccole dimensioni per l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, con una dotazione di 900 milioni di euro l’anno gestita dal GSE.

L’ordine del giorno della Conferenza Unificata del 22 ottobre 2026 riporta al punto 3 l’intesa, ai sensi dell’art. 10, comma 2, del D.Lgs. 199/2021, sullo “schema di decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica di modifica e integrazione del decreto 7 agosto 2025”.

La norma vigente resta il D.M. 7 agosto 2025. Il testo dello schema di correttivo non è pubblicato in versione ufficiale: i contenuti che seguono derivano dalle bozze riportate dalla stampa tecnica (Edilportale e BibLus, 15 ottobre 2026) e potrebbero cambiare.

Correttivo Conto Termico 3.0: cosa cambia secondo la bozza

Risorse e soglie di accesso

Il tetto di spesa di 900 milioni annui resta invariato, ma la bozza introduce una riserva minima di 300 milioni per ciascuna delle due categorie di soggetti, pubbliche amministrazioni e privati, anche quando accedono tramite ESCO. Raggiunti 600 milioni di impegni per una categoria, o 900 milioni complessivi, per 60 giorni sarebbero ammesse solo le richieste ad accesso diretto; il superamento sarebbe comunicato dal GSE sul proprio sito.

Per le PA la quota destinabile alle prenotazioni non potrebbe superare il 50% dell’impegno annuo della categoria e, con un contratto EPC, non servirebbe più allegare lo schema tipo all’atto di prenotazione.

Piccoli Comuni

Per i Comuni fino a 15.000 abitanti l’incentivo resterebbe al 100% per il primo intervento, ma scenderebbe all’80% per gli interventi successivi su edifici comunali utilizzati dallo stesso ente. Le richieste presentate prima dell’entrata in vigore del correttivo, anche con prenotazione, manterrebbero il 100%.

Pagamento in rata unica

Nell’accesso diretto delle PA il pagamento in un’unica soluzione sarebbe ammesso per incentivi fino a 50.000 euro. Per i soggetti privati resterebbe la soglia di 15.000 euro.

APE e diagnosi energetica anche per infissi e schermature

È la modifica con più ricadute tecniche: la bozza estende l’obbligo di diagnosi energetica ante intervento e APE post intervento anche alla sostituzione di chiusure trasparenti e all’installazione di schermature solari, eliminando il collegamento con la soglia di potenza dell’impianto termico.

Requisiti tecnici, controlli e disposizioni transitorie

La bozza aggiorna i requisiti tecnici per schermature solari, illuminazione e generatori a biomassa. Sul fronte dei controlli, in caso di violazioni rilevanti il GSE potrebbe rigettare la richiesta o revocare l’incentivo; se le violazioni incidono solo sulla quantificazione, l’incentivo verrebbe rideterminato. Il mandatario all’incasso risponderebbe in solido con il beneficiario nei limiti delle somme riscosse.

Due norme transitorie riguardano le imprese e le PA che esercitano attività economica: per queste ultime la richiesta preliminare per gli interventi già avviati andrebbe presentata entro 45 giorni dall’entrata in vigore, a pena di inammissibilità; per le imprese sarebbe possibile presentarla anche dopo l’avvio dei lavori, per interventi iniziati prima della pubblicazione del D.M. 7 agosto 2025 e non ancora conclusi.

Tema D.M. 7 agosto 2025 (vigente) Bozza di correttivo
Dotazione annua 900 milioni 900 milioni, con riserva minima di 300 milioni per PA e per privati
Piccoli Comuni fino a 15.000 abitanti 100% 100% al primo intervento, 80% ai successivi sugli edifici dello stesso ente
Rata unica PA ad accesso diretto Nessuna soglia esplicita Fino a 50.000 euro
Rata unica privati Fino a 15.000 euro Invariata
Diagnosi e APE per infissi e schermature Legate alla soglia di potenza dell’impianto Richieste anche per questi interventi

Chi è interessato

Il correttivo interessa Comuni ed enti pubblici, soprattutto i piccoli Comuni con più interventi programmati; imprese, ESCO e terzo settore; i privati e i tecnici (progettisti, certificatori energetici, installatori) che curano le pratiche sul portale del GSE.

Esempi pratici

Un Comune dell’entroterra con meno di 15.000 abitanti ha già ottenuto l’incentivo al 100% per la pompa di calore della scuola e vuole ora sostituire gli infissi del municipio: se la richiesta viene presentata dopo l’entrata in vigore del correttivo, l’incentivo sul secondo intervento potrebbe fermarsi all’80%. Presentarla prima, anche con prenotazione, conserverebbe il 100% secondo la bozza.

Un’impresa che vuole sostituire i serramenti dei propri uffici e installare schermature solari dovrebbe invece mettere in conto la diagnosi energetica prima dei lavori e l’APE a fine intervento, anche se l’impianto termico è di piccola potenza.

Obblighi e scadenze da tenere d’occhio

Al momento non ci sono nuove scadenze in vigore. I termini da monitorare sono la pubblicazione del decreto definitivo, da cui decorreranno i 45 giorni per le PA con attività economica, e le regole applicative del GSE, che dovranno essere aggiornate.

Conseguenze per professionisti, imprese e proprietari

Per i tecnici l’estensione di diagnosi e APE agli infissi aumenta le attività richieste e la necessità di documentare lo stato di fatto prima dei lavori: un APE redatto a posteriori senza i dati dell’edificio prima dell’intervento è più difficile da sostenere. Per le PA diventa strategico il calendario delle richieste, soprattutto sulla soglia del 100% nei piccoli Comuni. Per imprese e privati la riserva di 300 milioni dà più certezza sulle risorse.

Cosa significa per chi deve intervenire su un immobile

Chi sta valutando un intervento incentivabile, per esempio infissi, schermature o una pompa di calore con il Conto Termico 3.0, dovrebbe chiedere al tecnico di verificare se l’intervento ricade tra quelli che, con il correttivo, richiederanno diagnosi e APE, e di raccogliere già ora i dati dell’edificio prima dei lavori. Sul ruolo e sui costi dell’attestato si può partire dalla guida su come si redige l’APE; per diagnosi energetiche, APE e verifica dei requisiti tecnici lo studio offre il servizio APE, efficienza energetica e fotovoltaico.

Domande frequenti

Il correttivo Conto Termico 3.0 è già in vigore?

No. Lo schema di decreto è stato portato all’esame della Conferenza Unificata del 22 ottobre 2026 per l’intesa; le modifiche si applicheranno solo dopo la firma del Ministro e la pubblicazione del decreto definitivo. Fino ad allora vale il D.M. 7 agosto 2025.

Servirà l’APE anche per sostituire gli infissi?

Secondo la bozza sì: l’obbligo di diagnosi energetica prima dell’intervento e di APE dopo l’intervento verrebbe esteso alla sostituzione delle chiusure trasparenti e all’installazione di schermature solari. Il testo definitivo potrebbe però essere modificato.

I piccoli Comuni perdono l’incentivo al 100%?

Non del tutto. Per i Comuni fino a 15.000 abitanti il 100% resterebbe per il primo intervento, mentre gli interventi successivi su edifici utilizzati dallo stesso ente scenderebbero all’80%. Le richieste presentate prima dell’entrata in vigore manterrebbero il 100%.

Cambia qualcosa per i privati?

Per i privati resta la soglia di 15.000 euro per il pagamento in rata unica; le novità principali sono la riserva minima di 300 milioni per la categoria, i nuovi requisiti tecnici e l’estensione di diagnosi e APE a infissi e schermature.

Fonti

Ing. Marco Sabatini
Autore

Ing. Marco Sabatini

Ingegnere civile e ambientale, iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Chieti

Titolare dello Studio Tecnico Sabatini di San Salvo (CH), si occupa ogni giorno di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire, sanatorie), coordinamento della sicurezza nei cantieri (CSP e CSE ai sensi del D.Lgs. 81/2008), certificazione energetica APE, impianti fotovoltaici e pratiche catastali tra Vasto, San Salvo e la provincia di Chieti. Sul portale scrive di normativa, sentenze e tecnologie per l’edilizia partendo dai casi reali dello studio: ogni articolo è verificato sulle fonti ufficiali e riporta i riferimenti normativi.

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