La normativa spiegata in modo semplice
Chi sta pensando di ristrutturare casa o di installare un impianto fotovoltaico ha davanti una finestra temporale che conviene conoscere bene. Nel 2026 le detrazioni restano ai livelli più alti, ma la traiettoria fissata dalla legge porta a una riduzione delle aliquote dal 2027. Con la Legge di Bilancio 2027 in preparazione in questo autunno, è il momento giusto per capire cosa è certo, cosa è in discussione e come muoversi.

Il bonus casa nel 2026: aliquote e tetti
La Legge di Bilancio 2026 (approvata a fine dicembre 2025) ha confermato per l’anno in corso l’impianto già visto nel 2025. Il bonus ristrutturazioni vale:
- 50% di detrazione IRPEF per l’abitazione principale;
- 36% per gli altri immobili (seconde case e unità non adibite ad abitazione principale).
Il tetto di spesa resta di 96.000 euro per unità immobiliare e la detrazione si recupera in 10 quote annuali di pari importo. È una differenza importante rispetto al passato: l’aliquota più favorevole è legata alla destinazione dell’immobile (prima casa), non più uguale per tutti.
E il fotovoltaico?
Il fotovoltaico rientra tra gli interventi agevolabili nell’ambito del recupero del patrimonio edilizio (l’art. 16-bis del TUIR, cioè il “bonus casa”). In pratica, dal 2026 la via ordinaria per detrarre un impianto fotovoltaico residenziale — e i relativi sistemi di accumulo — è proprio il bonus ristrutturazioni, con le stesse aliquote: 50% se collegato all’abitazione principale, 36% negli altri casi, entro il tetto di spesa. Anche l’Ecobonus, per gli interventi di efficientamento energetico, si muove nel 2026 su percentuali analoghe.
Cosa cambia dal 2027
Qui sta il punto che pesa sulle decisioni. Secondo la traiettoria fissata dalla normativa vigente, dal 1° gennaio 2027 le aliquote scendono:
- 36% per l’abitazione principale;
- 30% per gli altri immobili.
Attenzione a distinguere norma e prospettiva: la riduzione dal 2027 è quella oggi scritta nelle norme, ma le percentuali dei prossimi anni possono essere modificate dalla Legge di Bilancio 2027, in discussione proprio nei mesi autunnali. È già accaduto in passato che una scadenza venisse prorogata o rimodulata. Finché la manovra non è approvata, però, la pianificazione prudente si basa sulle regole vigenti.
Un esempio pratico
Immaginiamo un impianto fotovoltaico da 6 kW con accumulo, per una spesa di circa 15.000 euro sull’abitazione principale:
- installazione entro il 2026 (50%): detrazione di 7.500 euro, pari a 750 euro l’anno per 10 anni;
- stessa spesa nel 2027 (36%): detrazione di 5.400 euro, cioè 540 euro l’anno.
A parità di lavori, anticipare l’intervento vale in questo esempio oltre 2.000 euro di detrazione in più. Per le seconde case il divario tra 36% (2026) e 30% (2027) è più contenuto ma comunque reale.
Attenzione agli adempimenti
La detrazione è un vantaggio fiscale, non un contributo diretto: si recupera solo se si ha capienza IRPEF sufficiente nei dieci anni. Servono inoltre i pagamenti con bonifico “parlante”, la corretta documentazione delle spese e, per gli interventi di risparmio energetico, la comunicazione all’ENEA nei termini previsti. Errori formali su questi passaggi possono far perdere il beneficio.
Un’alternativa che cresce: le CER
Per chi guarda oltre la singola detrazione, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) restano un’opportunità complementare: consentono di condividere l’energia prodotta da impianti fotovoltaici e di accedere a tariffe incentivanti sull’energia condivisa gestite dal GSE, con contributi specifici per i piccoli Comuni. È una strada che si può integrare con l’installazione dell’impianto, valutando caso per caso la convenienza.
Chi è interessato
Il tema riguarda proprietari, condomìni, amministratori e committenti che nei prossimi mesi valutano ristrutturazioni, cappotti, sostituzione di infissi e impianti, o l’installazione di fotovoltaico e accumulo. Nel territorio di San Salvo, Vasto e Chieti, con un’ottima esposizione solare, il fotovoltaico residenziale ha tempi di ritorno interessanti, e la leva fiscale del 2026 li accorcia ulteriormente.
Cosa significa per chi vuole ristrutturare o installare il fotovoltaico
Se hai in programma lavori nel 2026-2027, la scelta dei tempi non è un dettaglio: incide direttamente sull’importo detraibile. Prima di decidere conviene una valutazione tecnica che metta insieme fattibilità dell’intervento, dimensionamento dell’impianto, requisiti energetici (APE) e pianificazione fiscale. È qui che uno studio tecnico aiuta a scegliere l’anno giusto per aprire i lavori, a predisporre pratiche e documentazione corrette e a integrare, dove conviene, fotovoltaico, accumulo ed eventuale adesione a una CER.
Fonti
- Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025) – conferma aliquote bonus ristrutturazioni 2026: idealista.it
- Bonus ristrutturazione 2026-2027, aliquote e tetti: velux.it
- Fotovoltaico e bonus casa dal 2026: eutekne.info
- Agenzia delle Entrate – Ristrutturazioni edilizie (art. 16-bis TUIR): agenziaentrate.gov.it

