La direttiva Case Green non è ancora stata recepita in Italia: l’8 ottobre 2026 il Governo ha spiegato al Senato che il decreto di recepimento dipende dalla legge di delegazione europea 2026, mentre il 1° ottobre la Commissione europea ha fatto avanzare la procedura di infrazione. Per chi deve ristrutturare, oggi valgono ancora le regole nazionali in vigore.

La novità: a che punto è la direttiva Case Green in Italia
La direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica nell’edilizia, nota come EPBD o “Case Green”, doveva essere recepita entro il 29 maggio 2026. Il termine è scaduto senza un decreto di recepimento e nelle ultime due settimane sono arrivati due passaggi ufficiali.
Il question time al Senato dell’8 ottobre 2026
Rispondendo all’interrogazione 3-02823, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha chiarito che:
- il decreto legislativo di recepimento è legato all’approvazione della legge di delegazione europea 2026, oggi all’esame del Parlamento;
- il Ministero ha già trasmesso i principi e i criteri direttivi che vincoleranno il Governo;
- lo schema di decreto è in preparazione, con approfondimenti tecnici e confronto con le altre amministrazioni.
Il Ministro ha inoltre richiamato la flessibilità di bilancio negoziata con l’Unione europea per la spesa energetica, con riferimento a interventi su edifici pubblici, sanità, scuole e università. Non sono state indicate date per il decreto.
Il parere motivato della Commissione del 1° ottobre 2026
Nel pacchetto infrazioni di ottobre la Commissione europea ha inviato all’Italia un parere motivato (INFR(2026)2024) per la mancata trasmissione del progetto di Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, dovuto entro il 31 dicembre 2025. L’Italia ha due mesi per rispondere; in mancanza, la Commissione può rivolgersi alla Corte di giustizia UE. Con un secondo parere motivato (INFR(2025)0334) la Commissione contesta anche il recepimento incompleto della direttiva (UE) 2023/1791 sull’efficienza energetica.
Cosa cambia concretamente oggi
Una direttiva non recepita non crea obblighi diretti a carico dei proprietari. Fino al decreto italiano restano applicabili il D.Lgs. 192/2005 e i relativi decreti attuativi: le linee guida APE del DM 26 giugno 2015 e il nuovo decreto sui requisiti minimi, applicato dal 3 giugno 2026. Le classi energetiche restano quindi da A4 a G.
La direttiva indica però la direzione delle future regole. I punti principali, previsti dal testo europeo e ancora da tradurre in norme nazionali, sono:
| Misura della direttiva | Scadenza europea |
|---|---|
| Nuovi edifici pubblici a emissioni zero | dal 1° gennaio 2028 |
| Tutti i nuovi edifici a emissioni zero | dal 1° gennaio 2030 |
| Riduzione dell’energia primaria media del parco residenziale | -16% al 2030, -20/22% al 2035 rispetto al 2020 |
| Fotovoltaico sui nuovi edifici residenziali, ove tecnicamente idoneo | entro il 31 dicembre 2029 |
| Scala APE armonizzata da A (emissioni zero) a G | con il recepimento |
L’obiettivo sul residenziale riguarda la media nazionale, non il singolo appartamento: la direttiva non impone a ogni proprietario di raggiungere una classe minima entro una data, ma chiede agli Stati di concentrare almeno il 55% della riduzione sugli edifici con le prestazioni peggiori.
Chi è interessato
- Proprietari e condomini che stanno valutando interventi su involucro e impianti nei prossimi anni.
- Progettisti e certificatori energetici, che dovranno applicare la nuova scala di classificazione e i nuovi requisiti.
- Imprese di costruzione e installazione, per le quali gli edifici a emissioni zero diventeranno lo standard per il nuovo.
- Enti pubblici, primi destinatari degli obblighi sugli edifici di nuova costruzione.
Obblighi e scadenze da tenere d’occhio
Nel breve periodo contano tre date: la risposta dell’Italia alla Commissione entro circa due mesi dal 1° ottobre 2026, l’approvazione della legge di delegazione europea 2026 e la trasmissione del Piano nazionale di ristrutturazione definitivo, che la direttiva fissa al 31 dicembre 2026. Sul fronte fiscale, il Documento programmatico di bilancio 2027 trasmesso il 15 ottobre non indica proroghe delle detrazioni edilizie: le aliquote del 2027 dipenderanno dalla legge di bilancio.
Esempi pratici
Condominio anni Settanta che progetta il cappotto nel 2027. Le regole da rispettare sono quelle nazionali in vigore al momento del titolo edilizio. Progettare già oggi con prestazioni superiori ai minimi, soprattutto sull’involucro, riduce il rischio che l’edificio risulti tra i peggiori del parco quando arriveranno le misure nazionali.
Proprietario che vende casa. L’APE redatto oggi resta valido per dieci anni secondo la disciplina vigente; la nuova scala non si applica finché non entra in vigore il decreto italiano. Chi vuole conoscere meglio come si costruisce la classe energetica può leggere la nostra guida su come si redige l’APE, cosa serve e quanto costa.
Sostituzione della caldaia. La direttiva vieta gli incentivi per le caldaie autonome a combustibili fossili dal 1° gennaio 2025, regola già applicata in Italia per le detrazioni: chi deve sostituire il generatore oggi valuta pompe di calore o sistemi ibridi.
Conseguenze per professionisti, imprese e proprietari
Per i tecnici si annuncia un aggiornamento importante di metodi di calcolo, software e modelli di APE, ma i tempi sono legati all’iter parlamentare. Per i proprietari non c’è alcuna scadenza imminente: non esistono oggi obblighi di ristrutturazione derivanti dalla direttiva. Il ritardo, però, lascia incertezza su incentivi e requisiti futuri, e per questo le scelte di intervento conviene basarle su una diagnosi dell’edificio più che sull’attesa del decreto. Per capire come il patrimonio residenziale italiano si colloca rispetto agli obiettivi europei è utile anche il nostro articolo sugli edifici di riferimento ENEA e le zone climatiche.
Cosa significa per chi deve intervenire su un immobile
Chi ha in programma lavori di efficientamento non deve aspettare il recepimento: le regole valide sono quelle nazionali in vigore, e l’APE ante operam resta il punto di partenza per capire quali interventi incidono davvero sulla classe energetica. Un tecnico può verificare lo stato dell’involucro e degli impianti, confrontare le soluzioni e progettare con un margine rispetto ai minimi di legge. Per una diagnosi energetica o un APE potete fare riferimento al nostro servizio APE, energia e fotovoltaico a San Salvo e Vasto.
Domande frequenti
La direttiva Case Green obbliga già a ristrutturare la mia casa?
No. La direttiva (UE) 2024/1275 non è stata ancora recepita in Italia e non impone al singolo proprietario di raggiungere una classe energetica minima entro una data: gli obiettivi sul residenziale riguardano la media nazionale.
Quando sarà recepita la direttiva Case Green in Italia?
Non c’è una data. Al question time dell’8 ottobre 2026 il Governo ha spiegato che il decreto di recepimento dipende dalla legge di delegazione europea 2026, ancora all’esame del Parlamento.
Le classi energetiche dell’APE sono già cambiate?
No. Fino al decreto di recepimento resta in vigore la classificazione nazionale da A4 a G prevista dalle linee guida del DM 26 giugno 2015.
Conviene aspettare il recepimento prima di fare lavori di efficientamento?
In generale no: le regole applicabili sono quelle oggi in vigore, mentre tempi e contenuti del decreto non sono noti. Progettare con prestazioni superiori ai minimi riduce il rischio di dover intervenire di nuovo.
Fonti
- Commissione europea, October infringements package: key decisions on energy (01/10/2026)
- ANCE, Direttiva EPBD: il Ministro Pichetto Fratin delinea il percorso di recepimento (12/10/2026)
- Edilportale, Direttiva Case Green, Governo al lavoro sul decreto di recepimento (12/10/2026)
- Edilportale, Bonus edilizi 2027, il DPB non chiarisce le detrazioni (16/10/2026)
- EUR-Lex, Direttiva (UE) 2024/1275 del 24 aprile 2024

Ing. Marco Sabatini
Ingegnere civile e ambientale, iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Chieti
Titolare dello Studio Tecnico Sabatini di San Salvo (CH), si occupa ogni giorno di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire, sanatorie), coordinamento della sicurezza nei cantieri (CSP e CSE ai sensi del D.Lgs. 81/2008), certificazione energetica APE, impianti fotovoltaici e pratiche catastali tra Vasto, San Salvo e la provincia di Chieti. Sul portale scrive di normativa, sentenze e tecnologie per l’edilizia partendo dai casi reali dello studio: ogni articolo è verificato sulle fonti ufficiali e riporta i riferimenti normativi.






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