Il valore catastale di una casa si calcola moltiplicando la rendita catastale, rivalutata del 5%, per un coefficiente che dipende dalla categoria dell’immobile e dall’imposta da pagare. È un valore fiscale convenzionale: serve a calcolare imposta di registro, imposte ipotecaria e catastale, imposta di successione e IMU, ma non dice quanto vale la casa sul mercato. In questa guida trovi la formula, i coefficienti aggiornati, un esempio numerico completo e gli errori più comuni.

In breve
- Formula: rendita catastale × 1,05 × coefficiente.
- Coefficienti per le imposte sui trasferimenti: 110 per la prima casa e le sue pertinenze, 120 per le altre abitazioni (con la rivalutazione diventano 115,5 e 126).
- Per l’IMU il coefficiente delle abitazioni è 160 (168 con la rivalutazione).
- La rendita si legge nella visura catastale, che il proprietario può scaricare gratis online.
- Il valore catastale è quasi sempre più basso del prezzo di mercato: sono due grandezze diverse.
Che cos’è il valore catastale e in cosa differisce dalla rendita
La rendita catastale è il reddito annuo convenzionale che il Catasto attribuisce a ogni unità immobiliare urbana, in base a categoria (per esempio A/2, abitazione di tipo civile), classe (il livello di qualità all’interno della categoria) e consistenza (vani, metri quadrati o metri cubi). Non è un reddito reale: è un dato fiscale fissato dall’Agenzia delle Entrate – Territorio.
Il valore catastale si ottiene dalla rendita applicando una rivalutazione e un moltiplicatore stabiliti dalla legge. È la base imponibile, cioè l’importo su cui si applica l’aliquota, di diverse imposte sugli immobili.
Il valore di mercato, invece, è il prezzo a cui la casa si potrebbe vendere oggi. Le quotazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) danno un intervallo di riferimento per zona e tipologia: ne abbiamo parlato nella guida su valutazione immobiliare e valori OMI.
Come si calcola il valore catastale di una casa: la formula
La formula è la stessa per tutte le imposte; cambia solo il coefficiente.
Valore catastale = rendita catastale × 1,05 × coefficiente
La rivalutazione del 5% (fattore 1,05) è prevista dalla legge n. 662/1996 e si applica a tutte le rendite dei fabbricati. I coefficienti sono fissati dall’art. 52 del Testo unico dell’imposta di registro (DPR 131/1986) per le imposte sui trasferimenti e dall’art. 1, comma 745, della legge 160/2019 per l’IMU.
Passo per passo
- Scarica la visura catastale aggiornata dell’immobile e delle eventuali pertinenze (box, cantina, soffitta).
- Individua per ciascuna unità la categoria e la rendita in euro.
- Moltiplica la rendita per 1,05.
- Moltiplica il risultato per il coefficiente della categoria e dell’imposta che ti interessa (vedi tabella).
- Somma i valori delle singole unità, se l’operazione le riguarda tutte.
Per i terreni il calcolo parte dal reddito dominicale, rivalutato del 25% (fattore 1,25): per le imposte di registro il moltiplicatore è 90, per l’IMU dei terreni agricoli è 135.
Tabella dei coefficienti
I valori della tabella sono già comprensivi della rivalutazione del 5%: basta moltiplicarli per la rendita.
| Categoria catastale | Registro, ipotecaria, catastale, successione | IMU |
|---|---|---|
| Abitazione “prima casa” e pertinenze (A, escluse A/10; C/2, C/6, C/7) | 115,5 | 168 (solo A/1, A/8, A/9 se abitazione principale) |
| Altre abitazioni A (escluse A/10) e pertinenze C/2, C/6, C/7 | 126 | 168 |
| A/10 uffici e studi privati | 63 | 84 |
| B (collegi, scuole, uffici pubblici) | 176,4 | 147 |
| C/3, C/4, C/5 (laboratori, palestre senza fine di lucro) | 126 | 147 |
| C/1 negozi e botteghe | 42,84 | 57,75 |
| D (esclusi D/5) | 63 | 68,25 |
| D/5 (banche e assicurazioni) | 63 | 84 |
| Terreni (sul reddito dominicale) | 112,5 | 168,75 (terreni agricoli) |
Per l’IMU l’abitazione principale non di lusso e le sue pertinenze (al massimo una per ciascuna categoria C/2, C/6 e C/7) sono esenti; l’imposta resta dovuta solo per le categorie A/1, A/8 e A/9.
Esempio di calcolo
L’esempio che segue è ipotetico e serve solo a mostrare il metodo. Appartamento in categoria A/2 con rendita di 650 euro e box auto in categoria C/6 con rendita di 90 euro, per una rendita complessiva di 740 euro.
Acquisto come prima casa da un privato
- Valore catastale: 740 × 115,5 = 85.470 euro.
- Imposta di registro al 2%: 1.709,40 euro (l’importo minimo è comunque 1.000 euro).
- Imposte ipotecaria e catastale: 50 euro ciascuna, in misura fissa.
Acquisto come seconda casa da un privato
- Valore catastale: 740 × 126 = 93.240 euro.
- Imposta di registro al 9%: 8.391,60 euro, più 50 euro di ipotecaria e 50 euro di catastale.
Questo calcolo vale con il sistema del prezzo-valore (art. 1, comma 497, legge 266/2005): chi acquista come persona fisica, fuori dall’attività d’impresa, un’abitazione con le pertinenze da un venditore privato può chiedere al notaio che le imposte si calcolino sul valore catastale invece che sul prezzo, che però va indicato per intero nell’atto.
IMU sulla stessa casa, non abitazione principale
- Base imponibile: 740 × 168 = 124.320 euro.
- Con un’aliquota ipotetica del 10,6 per mille l’IMU annua sarebbe di circa 1.317,79 euro; con l’8,6 per mille, circa 1.069,15 euro.
L’aliquota la decide ogni Comune entro i limiti di legge: quella effettiva va controllata nel prospetto delle aliquote pubblicato sul portale del Dipartimento delle Finanze o sul sito del Comune.
Successione
Se la stessa casa viene ereditata e nessun erede chiede le agevolazioni prima casa, il valore catastale con coefficiente 126 è di 93.240 euro: imposta ipotecaria al 2% (1.864,80 euro) e catastale all’1% (932,40 euro). Se almeno un erede ha i requisiti prima casa, le due imposte si pagano in misura fissa di 200 euro ciascuna.
Dove trovare la rendita catastale
La rendita è indicata nella visura catastale, il documento che riporta i dati identificativi (foglio, particella e subalterno, cioè le coordinate dell’immobile nelle mappe del Catasto), la categoria, la classe, la consistenza e gli intestatari.
- Online e gratis: il proprietario accede con SPID, CIE o CNS all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate e usa il servizio di consultazione personale.
- Allo sportello: presso l’Ufficio Provinciale – Territorio dell’Agenzia delle Entrate o negli sportelli catastali comunali dove attivi.
- Tramite professionista: tecnici, notai e intermediari abilitati estraggono visure anche di immobili non di proprietà del richiedente.
Per individuare la particella sulla mappa può essere utile la nostra guida alla consultazione gratuita delle mappe catastali online.
Valore catastale, valore fiscale e prezzo: chi usa cosa
| Grandezza | Da dove viene | A cosa serve |
|---|---|---|
| Rendita catastale | Visura catastale | Base di partenza; redditi dei fabbricati nella dichiarazione dei redditi |
| Valore catastale | Rendita × 1,05 × coefficiente | Imposte di registro, ipotecaria, catastale, successione, donazione e IMU |
| Valore di mercato | Stima, quotazioni OMI, compravendite | Trattativa, mutuo, divisioni, perizie |
| Prezzo | Atto di compravendita | Importo pagato; nel prezzo-valore va indicato comunque per intero |
Le indicazioni fiscali di questa guida hanno carattere generale e non sostituiscono la verifica del caso concreto con il notaio, il commercialista o il CAF.
Errori frequenti e come evitarli
- Dimenticare la rivalutazione del 5%: il risultato è più basso del dovuto. Va sempre applicato il fattore 1,05 (o i coefficienti già rivalutati della tabella).
- Usare il coefficiente IMU per il rogito o viceversa: 160 vale per l’IMU, 110 o 120 per le imposte sui trasferimenti.
- Ignorare le pertinenze: box e cantina hanno una propria rendita e vanno calcolati a parte.
- Usare una visura vecchia: dopo una variazione catastale (per esempio una fusione o un cambio di categoria) la rendita cambia. Va usata quella in atti alla data dell’operazione.
- Confondere valore catastale e valore dell’immobile: per vendere, dividere un’eredità o chiedere un mutuo serve una stima di mercato, non il valore catastale.
- Applicare il prezzo-valore dove non spetta: non vale per immobili non abitativi, per acquisti da imprese con IVA o per acquirenti che agiscono come impresa.
Chi fa cosa
- Proprietario o erede: verifica che i dati catastali siano aggiornati e corrispondenti all’immobile; paga l’IMU.
- Notaio: calcola e versa le imposte dell’atto, applica il prezzo-valore su richiesta, acquisisce la dichiarazione di conformità catastale e controlla che gli intestatari in Catasto coincidano con quelli dei registri immobiliari.
- Commercialista o CAF: calcola IMU e redditi fondiari, presenta la dichiarazione di successione se incaricato.
- Tecnico abilitato: verifica che la planimetria corrisponda allo stato di fatto e, se serve, presenta la variazione catastale.
Quando serve un tecnico
Il calcolo del valore catastale è aritmetica; il problema nasce quando la rendita non è corretta. Se la planimetria non corrisponde allo stato di fatto, se mancano pertinenze, se l’immobile è stato ristrutturato senza aggiornare il Catasto o se si deve conoscere il valore reale per una divisione ereditaria, serve una verifica tecnica: conformità catastale e urbanistica, variazione DOCFA (la procedura con cui il tecnico aggiorna planimetria e rendita), voltura o stima. Lo studio si occupa di queste attività nell’area catasto, stime e perizie a San Salvo e Vasto.
Domande frequenti
Come si calcola il valore catastale della prima casa?
Si moltiplica la rendita catastale per 1,05 e poi per 110, oppure direttamente per 115,5. Con una rendita di 600 euro il valore catastale è 69.300 euro, base su cui si applica l’imposta di registro del 2% se si acquista da un privato.
Il valore catastale è uguale per IMU e imposta di registro?
No. La formula è la stessa, ma il coefficiente cambia: per le abitazioni è 160 ai fini IMU e 110 o 120 ai fini dell’imposta di registro, quindi la base IMU è più alta.
Dove trovo la rendita catastale della mia casa?
Nella visura catastale. Il proprietario può scaricarla gratuitamente dall’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS, oppure richiederla all’Ufficio Provinciale – Territorio.
Il valore catastale corrisponde al valore di mercato?
No. Il valore catastale è un dato fiscale convenzionale e di norma è inferiore al prezzo di mercato. Per conoscere quanto vale davvero un immobile servono una stima e il confronto con le quotazioni OMI e le compravendite della zona.
In successione si paga sul valore catastale?
Per gli immobili, nella dichiarazione di successione si indica di solito il valore catastale, perché l’Agenzia non può rettificare un valore dichiarato non inferiore a quello catastale. Su questo si calcolano le imposte ipotecaria e catastale e, oltre le franchigie, l’imposta di successione.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, L’acquisto della casa: le imposte e le agevolazioni fiscali (guida, giugno 2024)
- Agenzia delle Entrate, L’acquisto di una casa: le imposte
- Normattiva, DPR 26 aprile 1986, n. 131 – Testo unico dell’imposta di registro
- Normattiva, Legge 27 dicembre 2019, n. 160 – art. 1, commi 738-783 (IMU)
- Normattiva, Legge 23 dicembre 2005, n. 266 – art. 1, comma 497 (prezzo-valore)
- MEF – Dipartimento delle Finanze, IMU: aliquote
- Agenzia delle Entrate, Consultazione personale: visure e planimetrie dei propri immobili

Ing. Marco Sabatini
Ingegnere civile e ambientale, iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Chieti
Titolare dello Studio Tecnico Sabatini di San Salvo (CH), si occupa ogni giorno di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire, sanatorie), coordinamento della sicurezza nei cantieri (CSP e CSE ai sensi del D.Lgs. 81/2008), certificazione energetica APE, impianti fotovoltaici e pratiche catastali tra Vasto, San Salvo e la provincia di Chieti. Sul portale scrive di normativa, sentenze e tecnologie per l’edilizia partendo dai casi reali dello studio: ogni articolo è verificato sulle fonti ufficiali e riporta i riferimenti normativi.



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