Pompa di calore R290 a propano: cos’è, vantaggi e regole di installazione

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Le pompe di calore che usano il propano come refrigerante stanno diventando lo standard per il riscaldamento residenziale, spinte dalle nuove regole europee sui gas fluorurati. Vediamo cos’è una pompa di calore R290, perché può lavorare anche con i vecchi radiatori e quali precauzioni richiede l’installazione.

Unità esterna monoblocco di una pompa di calore aria-acqua installata su basamento accanto a una casa ristrutturata in contesto costiero

Cos’è una pompa di calore R290

Ogni pompa di calore trasferisce calore dall’aria esterna (o dal terreno, o dall’acqua) all’impianto di casa grazie a un fluido refrigerante che evapora e condensa in un circuito chiuso. Per anni il mercato ha usato gas fluorurati come R410A e, più di recente, R32. L’R290 è propano di elevata purezza: un refrigerante naturale con potenziale di riscaldamento globale (GWP) pari a circa 3, contro 675 dell’R32 e oltre 2.000 dell’R410A.

Il propano ha buone proprietà termodinamiche, che consentono di raggiungere temperature di mandata dell’acqua elevate, fino a 70–75 °C nei modelli più diffusi. È il motivo per cui le pompe di calore R290 sono interessanti negli edifici esistenti con radiatori, molto comuni nelle palazzine e nelle villette costruite tra gli anni ’60 e ’80.

Perché se ne parla adesso: il Regolamento F-gas

Il Regolamento (UE) 2024/573 ha accelerato l’uscita dai gas fluorurati ad alto GWP. Dal 1° gennaio 2027 scattano i primi divieti di immissione sul mercato per diverse categorie di pompe di calore e condizionatori di piccola e media potenza con refrigeranti a GWP pari o superiore a 150, con ulteriori scadenze fino al 2035, quando per molti apparecchi split di piccola taglia è prevista l’uscita dai gas fluorurati. I divieti riguardano la vendita di apparecchi nuovi: gli impianti già installati possono continuare a funzionare ed essere manutenuti.

Per chi deve sostituire oggi una caldaia, scegliere un refrigerante a bassissimo GWP significa acquistare una tecnologia in linea con la direzione normativa, con minori rischi di difficoltà future nel reperire ricambi e refrigerante.

Refrigeranti a confronto

Refrigerante GWP Classe di sicurezza Mandata tipica massima Note
R410A circa 2.088 A1 (non infiammabile) 55 – 60 °C in uscita dal mercato
R32 675 A2L (debolmente infiammabile) 55 – 65 °C molto diffuso, soggetto ai nuovi limiti
R290 (propano) circa 3 A3 (infiammabile) 70 – 75 °C standard in crescita per l’aria-acqua
R744 (CO2) 1 A1 fino a 90 °C per acqua calda sanitaria ideale per ACS, pressioni molto elevate

Le temperature indicate sono valori tipici dichiarati dai costruttori: la mandata massima va verificata sul singolo modello e, soprattutto, alle condizioni esterne di progetto.

Già applicabile o sperimentale?

Le pompe di calore aria-acqua monoblocco a R290 sono una tecnologia matura e disponibile da diversi costruttori. A titolo di esempio, Vaillant propone la gamma aroTHERM plus (da 4 a 15 kW, mandata fino a 75 °C) e Viessmann la Vitocal 250-A, con mandata fino a 70 °C anche con temperature esterne di -10 °C. Molti altri produttori hanno modelli analoghi a catalogo.

Meno diffuse, nel residenziale, sono le soluzioni split a R290 e le pompe di calore a CO2 per il riscaldamento: queste ultime trovano oggi l’applicazione più consolidata nella produzione di acqua calda sanitaria.

Vantaggi e limiti

I vantaggi principali sono l’impatto ambientale trascurabile del refrigerante, la possibilità di alimentare radiatori esistenti senza rifare l’impianto e efficienze stagionali elevate nei modelli di fascia alta. Sulla costa abruzzese, con inverni miti, una pompa di calore lavora per gran parte della stagione in condizioni favorevoli.

I limiti vanno conosciuti. Una mandata a 70 °C è possibile, ma più alta è la temperatura richiesta, più si abbassa l’efficienza: conviene sempre verificare se i radiatori possono lavorare a 50–55 °C con una curva climatica ben tarata, magari dopo aver sostituito i serramenti o isolato il sottotetto. Il secondo limite è la sicurezza: il propano è infiammabile e l’installazione deve seguire regole precise.

Criteri di scelta

Prima di scegliere la macchina servono alcuni dati:

  • fabbisogno termico dell’edificio, calcolato e non stimato dalla vecchia caldaia, che spesso è sovradimensionata;
  • temperatura di mandata necessaria nei giorni più freddi, verificando la resa dei radiatori esistenti;
  • posizione dell’unità esterna, con lo spazio richiesto dal manuale per le zone di rispetto;
  • potenza del contatore elettrico ed eventuale integrazione con un impianto fotovoltaico;
  • rumorosità dichiarata, importante nei condomini e nei centri abitati;
  • produzione di acqua calda sanitaria, con accumulo dedicato o integrato.

Corretta installazione ed errori da evitare

Con l’R290 la configurazione monoblocco è quella più indicata nel residenziale: tutto il circuito del refrigerante è sigillato in fabbrica dentro l’unità esterna e in casa arrivano solo le tubazioni dell’acqua. Restano comunque alcune regole, che derivano dalle norme di sicurezza di prodotto (serie EN 60335 e EN 378) e dai manuali dei costruttori:

  1. Rispettare le zone di sicurezza intorno all’unità esterna: niente fonti di innesco, prese elettriche o aperture verso locali interrati nell’area indicata dal costruttore.
  2. Evitare cavedi chiusi, rientranze e avvallamenti: il propano è più pesante dell’aria e in caso di perdita tende a ristagnare verso il basso.
  3. Installare sul circuito idraulico i dispositivi di sfogo previsti (disaeratori o separatori in ambiente aerato o all’esterno), per gestire l’eventuale passaggio di gas nell’acqua in caso di guasto dello scambiatore.
  4. Proteggere dal gelo il circuito esterno con antigelo o valvole dedicate.
  5. Non sovradimensionare: una macchina troppo potente lavora a cicli brevi, con efficienza e durata inferiori.
  6. Proteggere l’unità dall’aerosol salino nelle installazioni vicine al mare, scegliendo modelli con batterie trattate e una posizione riparata dai venti dominanti.

L’impresa deve essere abilitata ai sensi del DM 37/08, rilasciare la dichiarazione di conformità e avere personale formato sui refrigeranti infiammabili; l’impianto va registrato con il libretto di impianto.

Costi e durabilità

Il prezzo dipende da potenza, accumulo sanitario e adeguamenti elettrici e idraulici. Una guida di un operatore del settore aggiornata al 2026 indica per sistemi aria-acqua completi chiavi in mano una forbice di circa 16.000–23.000 euro; preventivi locali possono differire anche sensibilmente. Per la congruità delle spese agevolate, il DM 14/02/2022 fissa per le pompe di calore aria-acqua un massimale di 1.560 €/kWt al netto di IVA, posa e spese tecniche. Con manutenzione periodica la vita utile attesa è paragonabile a quella di una buona caldaia.

Incentivi in vigore (riferimento: 3 ottobre 2026)

La sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore può accedere alla detrazione del 50% sull’abitazione principale e del 36% sugli altri immobili (Legge 199/2025), mentre dal 2025 le caldaie alimentate solo da combustibili fossili non sono più agevolate. In alternativa è possibile il Conto Termico 3.0 (DM MASE 7 agosto 2025, operativo dal 25 dicembre 2025), che eroga un contributo diretto del GSE calcolato in base a potenza e zona climatica. I due incentivi non si cumulano sulla stessa spesa: va scelto quello più conveniente caso per caso.

Conclusioni

La pompa di calore R290 è oggi la scelta più coerente per chi sostituisce una caldaia in un edificio con radiatori: refrigerante naturale, temperature di mandata adatte all’esistente e prodotti maturi. Il risultato dipende però da un dimensionamento corretto e da un’installazione che rispetti le regole di sicurezza del propano.

Quando rivolgersi a un tecnico

Un tecnico serve per calcolare il fabbisogno dell’edificio, verificare i radiatori, dimensionare la macchina e scegliere l’incentivo più adatto. Per la detrazione o il Conto Termico possono essere necessari relazione tecnica, APE e asseverazioni; se l’unità esterna è visibile in facciata o in un’area vincolata occorre verificare i titoli edilizi e paesaggistici e, in condominio, il regolamento. Chiedete sempre all’installatore la dichiarazione di conformità, il libretto di impianto e la documentazione sulle zone di sicurezza.

Fonti

Ing. Marco Sabatini
Autore

Ing. Marco Sabatini

Ingegnere civile e ambientale, iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Chieti

Titolare dello Studio Tecnico Sabatini di San Salvo (CH), si occupa ogni giorno di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire, sanatorie), coordinamento della sicurezza nei cantieri (CSP e CSE ai sensi del D.Lgs. 81/2008), certificazione energetica APE, impianti fotovoltaici e pratiche catastali tra Vasto, San Salvo e la provincia di Chieti. Sul portale scrive di normativa, sentenze e tecnologie per l’edilizia partendo dai casi reali dello studio: ogni articolo è verificato sulle fonti ufficiali e riporta i riferimenti normativi.

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