L’intonaco all’aerogel è un intonaco termoisolante che, grazie a un aggregato di silice nanoporosa, isola circa due-tre volte meglio dei termointonaci tradizionali con pochi centimetri di spessore. È una delle poche innovazioni di prodotto già disponibili in cantiere e interessa soprattutto chi deve isolare facciate storiche, pareti interne o punti critici dove un cappotto non entra.

Cos’è l’intonaco all’aerogel e a cosa serve
L’aerogel è un materiale solido ottenuto da un gel di silice in cui il liquido viene sostituito dall’aria: il risultato è una struttura con porosità altissima e pori di dimensioni nanometriche, che ostacolano il passaggio del calore. Nei pannelli e nei materassini l’aerogel raggiunge una conducibilità termica di circa 0,014-0,019 W/mK; miscelato in una malta a base di calce o di leganti minerali, dà intonaci con ? dichiarata intorno a 0,028-0,034 W/mK.
Si applica come un normale intonaco premiscelato, a mano o a macchina, direttamente sulla muratura, quando non è possibile o non è opportuno posare un cappotto a pannelli.
Intonaco all’aerogel e alternative a confronto
Il modo più semplice per confrontare i materiali è chiedersi quanto spessore serve per ottenere la stessa resistenza termica aggiuntiva, ad esempio R = 1 m²K/W (spessore = R × ?).
| Soluzione | ? tipica (W/mK) | Spessore per R = 1 m²K/W | Dove si usa |
|---|---|---|---|
| Intonaco all’aerogel | 0,028-0,034 | circa 3-3,5 cm | Facciate storiche, interni, ponti termici |
| Termointonaco tradizionale (perlite, sughero, EPS) | circa 0,07 o superiore | circa 7 cm o più | Riqualificazioni con budget contenuto |
| Pannello o materassino in aerogel | 0,014-0,019 | circa 1,5-2 cm | Contropareti sottili, spallette, ponti termici |
| Cappotto in EPS o lana di roccia | 0,031-0,040 | circa 3-4 cm | Facciate senza vincoli, nuove costruzioni |
| Intonaco calce-cemento ordinario | circa 0,9 | circa 90 cm | Nessuna funzione isolante |
A parità di spessore l’intonaco all’aerogel isola come un buon cappotto e più del doppio di un termointonaco tradizionale. Il suo vantaggio è la forma: aderisce alla muratura senza intercapedini, segue superfici irregolari e lascia un aspetto da intonaco.
Vantaggi e limiti
I vantaggi principali sono lo spessore ridotto, la compatibilità con murature storiche (i prodotti a base di calce sono permeabili al vapore e non creano barriere), la continuità del rivestimento senza giunti e la buona reazione al fuoco, perché la matrice è minerale e alcuni prodotti dichiarano classe A2. Per una parete esistente con trasmittanza di 1,40 W/m²K, 4 cm di intonaco con ? 0,028 portano la U a circa 0,47 W/m²K e 6 cm a circa 0,35 W/m²K; con un termointonaco a ? 0,07 servirebbero spessori quasi doppi per lo stesso risultato.
I limiti: costo molto superiore a un termointonaco o a un cappotto in EPS, bassa resistenza superficiale (serve sempre una rasatura armata), posa delicata che teme pioggia e sole battente nelle prime fasi. Per raggiungere i valori di legge in riqualificazione servono comunque 5-8 cm, non 1-2 cm come talvolta si legge.
Quando conviene: criteri di scelta
Edifici storici e facciate da conservare
È il campo d’elezione. Nei centri storici della costa, come quello di Vasto, molte murature sono in pietra, ciottoli o laterizio pieno, irregolari e spesso con modanature. Un intonaco all’aerogel consente di isolare senza cambiare il disegno della facciata e senza fissaggi meccanici invasivi. Se l’immobile è vincolato o in area paesaggistica, la scelta va comunque concordata con la Soprintendenza.
Isolamento dall’interno
In condominio, quando l’assemblea non approva il cappotto, si può intervenire sulla singola unità dall’interno. Qui l’intonaco all’aerogel perde pochissima superficie utile rispetto a una controparete, ma serve una verifica igrometrica (metodo di Glaser secondo UNI EN ISO 13788) per escludere condensa interstiziale e attenzione ai ponti termici di solai e tramezzi.
Ponti termici e spazi ridotti
Imbotti di finestre, cassonetti, pilastri e travi in calcestruzzo degli edifici anni ’60-’80 sono i punti dove si formano condensa e muffa. Anche con un cappotto tradizionale, l’aerogel risolve i dettagli dove lo spessore disponibile è di pochi centimetri.
Quando non conviene
Su una facciata senza vincoli, liscia e accessibile, il cappotto termico con EPS, lana di roccia o fibra di legno resta in genere la soluzione con il miglior rapporto tra costo e prestazione. Lo stesso vale per murature a cassa vuota, dove l’insufflaggio dell’intercapedine può costare meno.
Corretta esecuzione ed errori da evitare
Il supporto deve essere sano, asciutto e privo di sali. Sulla costa abruzzese le murature esposte alla salsedine o all’umidità di risalita vanno prima risanate, altrimenti i sali cristallizzano dietro l’intonaco e lo distaccano. La sequenza tipica prevede: rimozione degli intonaci incoerenti, eventuale rinzaffo di aggancio, applicazione dell’intonaco all’aerogel in più mani rispettando lo spessore massimo per strato e i tempi di attesa della scheda tecnica, rasatura con rete in fibra di vetro resistente agli alcali e finitura traspirante.
Gli errori più frequenti sono ridurre lo spessore rispetto al calcolo, stendere mani troppo spesse, aggiungere acqua fuori specifica, omettere la rete nei cambi di materiale e lasciare scoperti travi e solai, dove la condensa si sposta.
Costi e durabilità
Le forbici di mercato pubblicate nel 2026 indicano per l’intonaco termico ad alte prestazioni o all’aerogel circa 90-190 €/m² per la sola fornitura e posa dello strato isolante, e circa 150-250 €/m² per un ciclo completo con rasatura e finitura, contro 40-80 €/m² di un termointonaco standard da 3-5 cm. In facciata va aggiunto il ponteggio. Sono valori indicativi: il preventivo dipende dallo spessore, dallo stato del supporto e dalla superficie.
La durabilità è quella di un buon intonaco minerale, se rasatura e finitura sono dello stesso sistema e la parete non subisce infiltrazioni.
Norme, requisiti e incentivi
Gli intonaci isolanti sono marcati CE secondo la UNI EN 998-1, che li classifica in T1 (? non superiore a 0,10 W/mK) e T2 (non superiore a 0,20 W/mK). Se l’intervento riguarda più del 25% della superficie disperdente o si vogliono le detrazioni, la parete deve rispettare le trasmittanze del DM 26/06/2015 (in zona climatica D, ad esempio, 0,29 W/m²K per le pareti verticali in riqualificazione); per l’isolamento dall’interno o in intercapedine il decreto ammette un incremento del 30% dei valori limite.
Per le spese sostenute nel 2026 l’isolamento delle pareti rientra nell’Ecobonus con detrazione del 50% sull’abitazione principale del proprietario o titolare di diritto reale e del 36% negli altri casi, in dieci rate annuali, con comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Le aliquote sono previste in calo dal 2027: la verifica va fatta alla data dei pagamenti.
Applicabile oggi o sperimentale?
L’intonaco all’aerogel è un prodotto commerciale marcato CE, già impiegato in restauri documentati. Restano in fase di ricerca gli aerogel di origine biologica e le malte all’aerogel con funzione strutturale: in cantiere vanno scelti prodotti con dichiarazione di prestazione (DoP) e scheda tecnica complete.
Conclusioni
L’intonaco all’aerogel non sostituisce il cappotto, ma risolve bene i casi in cui il cappotto non si può fare: facciate storiche, interventi dall’interno, ponti termici. Va scelto con un calcolo della trasmittanza, su un supporto risanato e con un ciclo completo dello stesso sistema.
Quando rivolgersi a un tecnico
Prima di ordinare il materiale serve un progetto: calcolo della trasmittanza e verifica della condensa, scelta degli spessori, eventuale autorizzazione paesaggistica o comunicazione al Comune (CILA se l’intervento rientra nella manutenzione straordinaria), requisiti per l’Ecobonus e APE prima e dopo i lavori. Lo studio segue questi aspetti nell’ambito dei servizi di APE ed efficienza energetica a San Salvo e Vasto e delle pratiche edilizie, inclusa la direzione lavori.
Domande frequenti
Quanti centimetri di intonaco all’aerogel servono per isolare una parete?
Dipende dalla parete di partenza e dalla zona climatica, ma per una muratura esistente non isolata servono in genere 5-8 cm per avvicinarsi ai limiti di trasmittanza richiesti in riqualificazione. Due o tre centimetri riducono le dispersioni ma di solito non bastano per rispettare i requisiti delle detrazioni.
L’intonaco all’aerogel si può applicare all’interno?
Sì, è una delle applicazioni più frequenti, soprattutto in condominio quando non si può fare il cappotto. Prima della posa va verificato il rischio di condensa interstiziale e vanno trattati i ponti termici di solai e pilastri.
L’intonaco all’aerogel rientra nell’Ecobonus?
Sì, se l’intervento rispetta i requisiti di trasmittanza previsti per le pareti e le procedure dell’Ecobonus. Per le spese 2026 la detrazione è del 50% sull’abitazione principale del proprietario e del 36% negli altri casi, con pratica ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
Fonti
- Intonaco termico: materiali, spessori, prestazioni, posa e costi (Edilizia.com, 19/08/2026)
- Isolanti in aerogel: usi, pro e contro e prezzi 2026 (Studio Madera, 2026)
- Fixit 222 Aerogel High Performance Insulating Plaster – Information for Building Owners and Contractors (Fixit, 2023)
- Ottimo isolamento termico in un edificio storico (Infobuildenergia, 2019)
- Ecobonus 2026: aliquote, lavori ammessi, limiti e requisiti (Edilizia.com, 2026)

Ing. Marco Sabatini
Ingegnere civile e ambientale, iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Chieti
Titolare dello Studio Tecnico Sabatini di San Salvo (CH), si occupa ogni giorno di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire, sanatorie), coordinamento della sicurezza nei cantieri (CSP e CSE ai sensi del D.Lgs. 81/2008), certificazione energetica APE, impianti fotovoltaici e pratiche catastali tra Vasto, San Salvo e la provincia di Chieti. Sul portale scrive di normativa, sentenze e tecnologie per l’edilizia partendo dai casi reali dello studio: ogni articolo è verificato sulle fonti ufficiali e riporta i riferimenti normativi.






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