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Scegliere i vetri per finestre significa decidere quanto calore resta in casa d’inverno, quanto sole entra d’estate e quanto è sicura la vetrata in caso di urto. In questa guida confrontiamo vetrocamera, basso emissivo, selettivo, stratificato e temprato, con indicazioni pratiche per le case della costa abruzzese.

Vetri per finestre: perché il vetro conta più del telaio
In una finestra il vetro occupa in genere il 70-80% della superficie: è quindi l’elemento che pesa di più sulla trasmittanza complessiva del serramento (Uw). Il telaio, PVC, alluminio a taglio termico o legno, completa la prestazione, ma un ottimo profilo con un vetro mediocre resta una finestra mediocre.
Tre parametri, dichiarati nella scheda tecnica della vetrata, servono a confrontare i prodotti:
- Ug (W/m²K): trasmittanza termica del vetro, calcolata secondo UNI EN 673. Più è bassa, meno calore si disperde.
- g (fattore solare): quota di energia solare che attraversa il vetro, secondo UNI EN 410. Un g alto aiuta d’inverno, uno basso protegge d’estate.
- Lt (trasmissione luminosa): quota di luce visibile che entra. Un buon vetro di controllo solare riduce il calore mantenendo una Lt elevata.
Tipologie di vetro a confronto
Vetrocamera tradizionale
Due lastre separate da un’intercapedine d’aria sigillata. È stato lo standard degli anni ’80 e ’90: Ug intorno a 3,0 W/m²K, con un fattore solare elevato. Oggi non soddisfa i limiti di legge per le sostituzioni.
Vetrocamera basso emissivo
Una delle lastre ha un coating metallico invisibile che riflette verso l’interno il calore irradiato dagli ambienti. Con intercapedine riempita di gas argon si scende indicativamente a valori Ug intorno a 1,0-1,1 W/m²K. È la soluzione di base per qualsiasi sostituzione di infissi.
Vetro selettivo (controllo solare)
È un basso emissivo con un coating più evoluto, che lascia passare la luce ma filtra una parte maggiore della radiazione solare infrarossa. Il fattore solare può scendere sensibilmente (indicativamente fra 0,30 e 0,50 secondo il prodotto) mantenendo buona luminosità. È utile sulle vetrate esposte a sud e ovest e dove mancano oscuranti esterni.
Triplo vetro
Tre lastre e due intercapedini, con due coating basso emissivi: Ug che possono scendere sotto 0,7 W/m²K. È pesante, richiede telai e ferramenta adeguati e riduce il guadagno solare invernale: ha senso nelle zone fredde, in alta collina e montagna, più raramente sulla costa.
Vetri di sicurezza: stratificato e temprato
Lo stratificato è formato da due o più lastre unite da pellicole plastiche (PVB): se si rompe, i frammenti restano incollati alla pellicola. Il temprato (UNI EN 12150-1) è trattato termicamente, più resistente, e se si rompe si frantuma in piccoli pezzi non taglienti. La resistenza all’urto si classifica con la prova del pendolo UNI EN 12600. I criteri su dove usarli sono nella norma UNI 7697: in generale si impiegano stratificati nelle portefinestre, nelle vetrate fino a terra, nei parapetti e dove c’è rischio di caduta o di urto.
| Tipo di vetrata | Ug indicativo (W/m²K) | Fattore solare | Quando sceglierla |
|---|---|---|---|
| Vetrocamera ad aria (vecchio standard) | circa 3,0 | alto | Solo da sostituire |
| Doppio basso emissivo + argon | circa 1,0-1,1 | medio-alto | Standard per la sostituzione |
| Doppio selettivo + argon | circa 1,0-1,1 | basso-medio | Esposizioni sud-ovest, ampie vetrate |
| Triplo basso emissivo | inferiore a 0,7 | medio-basso | Zone fredde, edifici nZEB |
| Stratificato o temprato | dipende dalla composizione | dipende dai coating | Sicurezza: si combina con i precedenti |
Valori indicativi da letteratura tecnica e schede di produttori: fanno fede i dati dichiarati per la specifica vetrata.
Vantaggi e limiti
Il basso emissivo riduce le dispersioni e alza la temperatura superficiale del vetro, eliminando la sensazione di “parete fredda” e limitando la condensa sul vetro. Il limite è che, migliorando la tenuta, porta l’umidità a condensare sui punti più freddi rimasti, spesso le spallette: per questo la sostituzione va accompagnata da una riflessione su ricambi d’aria e ponti termici.
Il selettivo riduce il surriscaldamento estivo ma toglie anche apporti gratuiti in inverno: sulle facciate a nord non serve. Il triplo vetro migliora l’Ug ma costa di più, pesa di più e, in un clima mite, rende meno del previsto.
Come scegliere i vetri per finestre
Partire dalla zona climatica e dai limiti di legge
San Salvo è in zona climatica C (1.385 gradi giorno); buona parte della costa e dell’entroterra vicino è fra le zone C e D. Per la sostituzione degli infissi i requisiti minimi impongono valori Uw massimi (2,00 W/m²K in zona C e 1,80 W/m²K in zona D) e, per accedere all’ecobonus, i limiti più severi dell’Allegato E del DM 6 agosto 2020 (1,75 W/m²K in zona C e 1,67 W/m²K in zona D). Un doppio basso emissivo con argon e telaio di qualità li rispetta senza difficoltà.
Valutare l’esposizione
Sulle facciate a sud e ovest delle case della costa, con forte irraggiamento estivo, un vetro selettivo o, meglio ancora, un oscurante esterno evitano il surriscaldamento. Sulle facciate a nord conviene un basso emissivo con fattore solare più alto. La strategia ideale combina vetro e schermature: il vetro selettivo non sostituisce persiana o frangisole.
Considerare sicurezza, acustica e ambiente marino
Al piano terra, nelle portefinestre e nelle camere dei bambini lo stratificato è la scelta da preferire. Vicino a strade trafficate si possono usare vetri stratificati acustici e lastre di spessore diverso. Sul lungomare, salsedine e vento battente richiedono attenzione soprattutto a telaio, ferramenta e sigillature.
Non dimenticare il distanziatore
Il distanziatore “warm edge”, in materiale plastico o composito anziché alluminio, riduce il ponte termico sul bordo del vetro e la condensa perimetrale. Il suo effetto si vede sulla Uw del serramento più che sulla Ug.
Posa ed errori da evitare
Il miglior vetro perde efficacia con una posa sbagliata. Gli errori più frequenti nei cantieri di sostituzione sono:
- Posa senza nastri e sigillanti adeguati sul giunto fra telaio e muratura, che resta il punto debole per aria e acqua.
- Cassonetti non isolati lasciati com’erano: vanificano parte del miglioramento.
- Scelta del vetro solo sulla Ug, ignorando fattore solare ed esposizione.
- Vetri non di sicurezza dove la UNI 7697 li richiede, ad esempio nelle portefinestre.
- Nessuna valutazione della ventilazione dopo la sostituzione, che rende più probabile la muffa sulle spallette.
Costi, durabilità e incentivi
Il costo del vetro dipende da dimensioni, composizione, coating, gas, distanziatore, eventuale tempra o stratifica e posa: non esiste un prezzo al metro quadro valido per tutti. Il salto da doppio basso emissivo a selettivo è in genere contenuto rispetto al costo del serramento finito, mentre il triplo vetro incide di più anche sul telaio. Una vetrocamera di qualità mantiene le prestazioni per decenni; il degrado tipico riguarda la sigillatura perimetrale, che con il tempo può far perdere il gas.
Alla data di ottobre 2026 la sostituzione degli infissi può accedere all’ecobonus o al bonus casa con aliquota del 50% per l’abitazione principale e del 36% negli altri casi, senza sconto in fattura né cessione del credito. Servono serramenti con marcatura CE, valori di trasmittanza entro i limiti e la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Le aliquote sono riepilogate nell’articolo su bonus casa e fotovoltaico 2026. Se si interviene anche sulle pareti, conviene coordinare la posa con il cappotto termico e la scelta dei materiali isolanti per evitare ponti termici al nodo finestra-muro.
Conclusioni
Per la maggior parte delle case della costa abruzzese i vetri per finestre più equilibrati sono un doppio basso emissivo con argon e distanziatore warm edge, con lastre stratificate dove serve sicurezza e coating selettivi sulle facciate più esposte al sole. Il triplo vetro è da valutare caso per caso. Prima di firmare un preventivo, chiedete Ug, fattore solare, composizione e Uw del serramento finito.
Quando rivolgersi a un tecnico
La sostituzione degli infissi con forme, dimensioni e colori uguali rientra di norma nell’edilizia libera, ma in centro storico o in zona vincolata possono servire autorizzazioni. Il tecnico è utile per verificare i requisiti di trasmittanza per zona climatica, preparare la documentazione ENEA, valutare il rischio di condensa e muffa dopo la sostituzione e aggiornare l’attestato di prestazione energetica quando l’intervento rientra in una riqualificazione più ampia. Per un sopralluogo a San Salvo, Vasto e dintorni si può contattare lo Studio Tecnico Sabatini.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra vetro basso emissivo e vetro selettivo?
Il basso emissivo riduce soprattutto le dispersioni di calore verso l’esterno in inverno. Il selettivo è un basso emissivo che filtra anche una parte maggiore della radiazione solare, riducendo il surriscaldamento estivo senza scurire troppo gli ambienti.
Il triplo vetro conviene sulla costa?
In zona climatica C o D il triplo vetro migliora le dispersioni ma riduce gli apporti solari invernali e aumenta peso e costo. Sulla costa è di solito sufficiente un doppio basso emissivo con argon di buona qualità; il triplo si valuta per edifici molto performanti o esposizioni particolari.
Dove è necessario il vetro stratificato in casa?
I criteri sono indicati dalla norma UNI 7697: in generale il vetro stratificato si usa nelle portefinestre, nelle vetrate fino a terra, nei parapetti e dove c’è rischio di urto o di caduta nel vuoto.
Quale valore Ug deve avere il vetro per l’ecobonus?
L’ecobonus non fissa un limite sul solo vetro ma sulla trasmittanza dell’intero serramento (Uw): ad esempio 1,75 W/m²K in zona C e 1,67 W/m²K in zona D secondo il DM 6 agosto 2020. Un doppio basso emissivo con argon e un buon telaio consente in genere di rispettarli.
Si può cambiare solo il vetro senza sostituire l’infisso?
Sì, se il telaio è in buono stato e ha una battuta sufficiente per ospitare la nuova vetrocamera. Il miglioramento è però limitato dalle prestazioni del telaio e dalla tenuta all’aria, che restano quelle esistenti.
Fonti
- Vetro basso emissivo: coating, prestazioni e riconoscimento (Edilizia.com, 19/09/2026)
- Trasmittanza termica infissi 2026: finestre e portefinestre (Studio Madera)
- Bonus infissi 2026: detrazioni con Ecobonus e Bonus Casa (Sky TG24, 13/03/2026)
- Ecobonus serramenti e infissi: serve la marcatura CE (Ediltecnico)
- Fabbisogno energetico delle chiusure trasparenti (Università di Cagliari, materiale didattico)
- Classificazione climatica del Comune di San Salvo (Tuttitalia)

Ing. Marco Sabatini
Ingegnere civile e ambientale, iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Chieti
Titolare dello Studio Tecnico Sabatini di San Salvo (CH), si occupa ogni giorno di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire, sanatorie), coordinamento della sicurezza nei cantieri (CSP e CSE ai sensi del D.Lgs. 81/2008), certificazione energetica APE, impianti fotovoltaici e pratiche catastali tra Vasto, San Salvo e la provincia di Chieti. Sul portale scrive di normativa, sentenze e tecnologie per l’edilizia partendo dai casi reali dello studio: ogni articolo è verificato sulle fonti ufficiali e riporta i riferimenti normativi.






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