Il piano operativo di sicurezza è il documento che dice come la tua impresa lavora in quel cantiere, con quali mezzi e con quali protezioni. Spesso resta chiuso in un raccoglitore, ma risponde a domande di ogni giorno: chi è il preposto, quali DPI servono, chi chiamare in emergenza.

In breve
- Il POS (piano operativo di sicurezza) lo scrive il datore di lavoro di ogni impresa esecutrice, per ogni cantiere (art. 96 del D.Lgs. 81/2008).
- Il POS deve esistere anche quando in cantiere lavora una sola impresa, anche piccola o familiare.
- Tu non lo scrivi, ma devi conoscere la parte che riguarda il tuo lavoro e rispettarla (art. 100, comma 3).
- Il POS deve corrispondere a quello che si fa davvero in cantiere. Se non corrisponde, segnalalo al preposto.
A quale formazione si riferisce
Questo ripasso riguarda la formazione obbligatoria dei lavoratori prevista dall’art. 37 del D.Lgs. 81/2008 e dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR, Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025). L’edilizia è un settore a rischio alto: servono 4 ore di formazione generale e 12 ore di formazione specifica, cioè 16 ore in tutto, con aggiornamento di almeno 6 ore ogni 5 anni. La organizza il datore di lavoro, in orario di lavoro e senza costi per te, tramite i soggetti formatori previsti dall’Accordo, come gli organismi paritetici. Questa pillola non sostituisce la formazione obbligatoria: è un promemoria per chi l’ha già fatta.
Piano operativo di sicurezza: che cos’è e perché ti riguarda
Il POS è il documento di valutazione dei rischi della tua impresa per quel singolo cantiere (art. 89, comma 1, lettera h, e art. 96, comma 2). Non va confuso con il PSC (piano di sicurezza e coordinamento): il PSC lo scrive il coordinatore per la progettazione quando nel cantiere lavorano più imprese e organizza il lavoro di tutti; il POS lo scrive ogni impresa e spiega come lavora lei.
Datori di lavoro e lavoratori autonomi devono attuare quanto previsto nel PSC e nel POS (art. 100, comma 3): il POS è la regola di lavoro della tua squadra, non “carta per l’ispettore”.
Le parti del POS che devi conoscere
L’Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 elenca i contenuti minimi del POS. Queste parti ti servono ogni giorno:
| Cosa c’è nel POS (Allegato XV) | Perché ti serve in cantiere |
|---|---|
| Nomi di direttore tecnico di cantiere e capocantiere | Sai a chi rispondi e a chi chiedere |
| Nomi degli addetti al primo soccorso, antincendio ed emergenze | Sai chi chiamare se succede qualcosa |
| Nome del RLS (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza), se c’è | Sai a chi rivolgerti per un problema di sicurezza |
| Lavorazioni, organizzazione e turni di lavoro | Sai cosa fa la tua squadra e in che ordine |
| Elenco di ponteggi, trabattelli, macchine e impianti | Sai quali attrezzature sono previste e chi le usa |
| Sostanze pericolose con le schede di sicurezza | Sai cosa stai maneggiando e come proteggerti |
| Esito della valutazione del rumore | Sai dove servono gli otoprotettori |
| Misure di prevenzione per i rischi delle lavorazioni | Sai quali protezioni devono esserci prima di iniziare |
| Elenco dei DPI forniti | Sai quali DPI ti spettano |
| Informazione e formazione fatte ai lavoratori | Risulta che sei stato formato e informato |
Prima di iniziare i lavori
Il POS deve essere pronto prima che la tua impresa entri in cantiere. L’impresa esecutrice lo trasmette all’impresa affidataria, che ne verifica la coerenza con il proprio e lo invia al coordinatore per l’esecuzione (CSE). I lavori iniziano solo dopo l’esito positivo delle verifiche, che vanno fatte entro 15 giorni dalla ricezione (art. 101, comma 3). PSC e POS sono messi a disposizione del RLS almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori (art. 100, comma 4).
Cosa fare e cosa non fare
- Chiedi al preposto la parte del POS che riguarda il tuo lavoro, soprattutto in un cantiere nuovo.
- Segnala subito se il cantiere è diverso dal POS: un ponteggio al posto del trabattello, una sostanza nuova.
- Non iniziare una lavorazione non prevista “perché tanto è veloce”.
Errori frequenti in cantiere
- POS copiato da un altro cantiere: nomi sbagliati, lavorazioni e macchine che non ci sono.
- POS mai letto alla squadra: il documento c’è, ma nessuno sa chi è l’addetto al primo soccorso.
- Lavorazioni cambiate e POS fermo: quando cambiano lavori, mezzi o squadre, il POS va aggiornato.
- Subappaltatore senza POS: anche chi entra per pochi giorni deve avere il suo POS. Fanno eccezione solo le mere forniture di materiali o attrezzature (art. 96, comma 1-bis).
Chi è responsabile di cosa
Il datore di lavoro redige il POS, lo aggiorna, lo trasmette e informa i lavoratori sui contenuti. Il preposto controlla che la squadra lavori come previsto e segnala quando il cantiere non corrisponde al documento. Tu, lavoratore, rispetti le misure del POS, usi i DPI indicati e segnali le differenze, come spiegato nella pillola sugli obblighi del lavoratore in cantiere. Il coordinatore per l’esecuzione (CSE), quando è nominato, verifica che il POS sia idoneo e coerente con il PSC. Quando il CSE è obbligatorio lo spiega l’articolo serve il coordinatore della sicurezza per ristrutturare casa?.
Scheda da usare in cantiere
Da leggere in 10 minuti a inizio turno, preposto e squadra insieme:
- ? Tutti sanno dove si trova il POS di questo cantiere e possono consultarlo
- ? Tutti conoscono il nome del capocantiere e del preposto di oggi
- ? Tutti sanno chi sono gli addetti al primo soccorso e all’antincendio
- ? Le lavorazioni di oggi sono quelle descritte nel POS
- ? Macchine, ponteggi e trabattelli in uso sono quelli elencati nel POS
- ? Per le sostanze pericolose di oggi c’è la scheda di sicurezza
- ? Ognuno ha i DPI previsti dal POS per il suo lavoro
- ? Se c’è qualcosa di nuovo (lavoro, mezzo, impresa), il preposto lo segnala prima di iniziare
Quando serve il coordinatore o il tecnico
Se entrano più imprese o i POS non sono coerenti tra loro, serve un controllo tecnico. Lo Studio Tecnico Ing. Marco Sabatini svolge il ruolo di coordinatore per la sicurezza nei cantieri tra San Salvo, Vasto e il resto della provincia di Chieti.
Domande frequenti
Il POS serve anche se in cantiere lavora una sola impresa?
Sì. L’obbligo di redigere il POS vale per ogni impresa esecutrice, anche quando in cantiere opera una sola impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti (art. 96, comma 1, del D.Lgs. 81/2008). Sono escluse solo le mere forniture di materiali o attrezzature.
Che differenza c’è tra POS e PSC?
Il PSC è scritto dal coordinatore quando lavorano più imprese e organizza il cantiere nel suo insieme. Il POS è scritto dal datore di lavoro di ogni impresa e descrive come quell’impresa svolge le sue lavorazioni in sicurezza.
Chi deve spiegarmi il POS?
Il datore di lavoro deve informarti sui rischi e sulle misure di prevenzione (art. 36 del D.Lgs. 81/2008) e documentarlo nel POS (Allegato XV). Di solito è il preposto o il capocantiere a spiegarti la parte che riguarda il tuo lavoro.
Cosa faccio se il POS non corrisponde al lavoro che mi chiedono?
Fermati e segnalalo subito al preposto o al capocantiere. Una lavorazione non prevista nel POS non è stata valutata: il datore di lavoro deve prima valutarne i rischi e aggiornare il documento.
Fonti
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 – testo vigente (Normattiva)
- Art. 96 D.Lgs. 81/2008 – Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti (TUSSL)
- Art. 100 D.Lgs. 81/2008 – Piano di sicurezza e di coordinamento (Brocardi)
- Art. 101 D.Lgs. 81/2008 – Obblighi di trasmissione (TUSSL)
- Contenuti minimi del piano operativo di sicurezza – Allegato XV
- Piano Operativo Sicurezza: i contenuti minimi del POS (Ediltecnico)
- Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 sulla formazione (Tuttocamere, scheda)

Ing. Marco Sabatini
Ingegnere civile e ambientale, iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Chieti
Titolare dello Studio Tecnico Sabatini di San Salvo (CH), si occupa ogni giorno di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire, sanatorie), coordinamento della sicurezza nei cantieri (CSP e CSE ai sensi del D.Lgs. 81/2008), certificazione energetica APE, impianti fotovoltaici e pratiche catastali tra Vasto, San Salvo e la provincia di Chieti. Sul portale scrive di normativa, sentenze e tecnologie per l’edilizia partendo dai casi reali dello studio: ogni articolo è verificato sulle fonti ufficiali e riporta i riferimenti normativi.
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