Il bonus mobili 2026 è la detrazione IRPEF del 50% che spetta a chi acquista mobili e grandi elettrodomestici per arredare un immobile su cui ha avviato lavori di recupero edilizio. La spesa massima è di 5.000 euro per unità immobiliare, quindi si recuperano al massimo 2.500 euro, in dieci rate annuali da 250 euro.

Sembra un’agevolazione semplice, ma è collegata in modo stretto al bonus ristrutturazione: senza un intervento edilizio “giusto”, iniziato nella finestra temporale corretta, il bonus non spetta, anche se la fattura del divano è perfetta. Ed è proprio su questo collegamento che si concentrano gli errori più frequenti.
In questa guida vediamo chi può richiederlo, quali lavori danno diritto all’agevolazione, quali beni sono ammessi, come pagare, quali documenti conservare e cosa potrebbe succedere dal 2027.
In breve
Per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2026 il bonus mobili vale il 50% su una spesa massima di 5.000 euro per unità immobiliare (pertinenze comprese). Spetta solo se sullo stesso immobile sono stati avviati, dal 1° gennaio 2025 in poi, lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia, e se i lavori sono iniziati prima dell’acquisto dei beni. Si paga con bonifico o carta (mai in contanti), si comunicano all’ENEA i grandi elettrodomestici e la detrazione si recupera in dieci anni nella dichiarazione dei redditi. La proroga è stata disposta dalla Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 22).
Bonus mobili 2026: come funziona la detrazione
La norma di riferimento è l’articolo 16, comma 2, del D.L. 63/2013, prorogato per il 2026 dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199. Le condizioni sono le stesse del 2025:
- aliquota: 50% della spesa sostenuta;
- limite di spesa: 5.000 euro per unità immobiliare, comprese le pertinenze;
- ripartizione: dieci quote annuali di pari importo;
- scadenza: spese sostenute entro il 31 dicembre 2026 (conta la data del pagamento).
La detrazione si sottrae dall’IRPEF: se l’imposta di un anno è inferiore alla rata, la parte che non trova capienza si perde, non viene rimborsata né riportata agli anni successivi.
Il limite di 5.000 euro riguarda l’immobile, non la persona. Se i lavori sono iniziati nel 2025 e proseguono nel 2026, e nel 2025 hai già acquistato mobili per lo stesso intervento, il tetto 2026 va ridotto delle spese già detratte.
Chi può richiedere il bonus mobili
Il bonus spetta al contribuente che detrae le spese dei lavori edilizi con il bonus ristrutturazione: proprietario, nudo proprietario, titolare di un diritto reale, ma anche inquilino o comodatario, se è lui a sostenere le spese dei lavori.
Due precisazioni evitano molte delusioni:
- non conta la residenza: il bonus mobili vale anche per la seconda casa, purché l’immobile sia residenziale e l’intervento sia tra quelli ammessi;
- chi paga i lavori deve pagare anche i mobili: se un coniuge detrae la ristrutturazione e l’altro paga la cucina, nessuno dei due ha diritto al bonus mobili.
Quali lavori danno diritto al bonus mobili
Questo è il punto decisivo. Non basta “fare dei lavori”: serve un intervento di recupero del patrimonio edilizio che rientri nel bonus ristrutturazione.
| Situazione | Il bonus mobili spetta? |
|---|---|
| Manutenzione straordinaria su un appartamento (rifacimento bagno con modifica degli impianti, spostamento di tramezzi) | Sì |
| Restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia | Sì |
| Sostituzione della caldaia o installazione di una pompa di calore detratta con il bonus ristrutturazione | Sì |
| Sostituzione degli infissi con modifica di materiale o tipologia | Sì |
| Ricostruzione o ripristino dopo eventi calamitosi con stato di emergenza | Sì |
| Manutenzione ordinaria su singolo appartamento (tinteggiatura, sostituzione pavimenti) | No |
| Lavori detratti solo con l’Ecobonus | No |
| Acquisto o costruzione di box o posto auto pertinenziale | No |
| Manutenzione ordinaria sulle parti comuni del condominio | Sì, ma solo per arredare le parti comuni (portineria, sala riunioni) |
Il caso della manutenzione ordinaria è il più insidioso: rifare i pavimenti o tinteggiare un appartamento non dà diritto al bonus. Prima di ordinare la cucina conviene quindi chiarire con il tecnico come è qualificato l’intervento.
Mobili ed elettrodomestici ammessi
Sono agevolabili i mobili nuovi: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e gli apparecchi di illuminazione che completano l’arredo. Rientrano anche le spese di trasporto e montaggio, se pagate con mezzi tracciabili.
Sono agevolabili anche i grandi elettrodomestici nuovi con le seguenti classi energetiche minime, quando il prodotto ha l’etichetta energetica:
| Elettrodomestico | Classe minima |
|---|---|
| Forni | A |
| Lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie | E |
| Frigoriferi e congelatori | F |
Non sono agevolabili porte, pavimenti, parquet, tende e tendaggi, complementi d’arredo decorativi, mobili usati o acquistati da privati, piccoli elettrodomestici. Per la cucina e il bagno si detraggono mobili ed elettrodomestici, non le opere murarie, i rivestimenti o i sanitari (che seguono semmai il bonus ristrutturazione).
Requisiti: data di inizio lavori e titolo edilizio
Per gli acquisti del 2026 servono due condizioni temporali:
- i lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025 in poi;
- la data di inizio dei lavori deve essere anteriore alla data di acquisto dei mobili.
Non è necessario aver già pagato i lavori edilizi né averli conclusi. Conta la data di avvio, che va dimostrata con un documento: la CILA, la SCIA o il permesso di costruire con la comunicazione di inizio lavori, oppure, per gli interventi che non richiedono titolo, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la data di inizio.
Qui il ruolo del tecnico è concreto: la qualificazione dell’intervento (straordinaria o ordinaria) e il titolo corretto determinano se il bonus spetta. Se stai programmando i lavori, puoi approfondire con il nostro servizio di pratiche edilizie a San Salvo e Vasto.
Come pagare e quali documenti conservare
Il pagamento deve essere tracciabile: bonifico (non serve il bonifico “parlante” delle ristrutturazioni), carta di debito o di credito. Sono esclusi contanti e assegni. Con la carta conta la data della transazione; con un finanziamento rateale conta l’anno in cui la finanziaria paga il venditore.
Documenti da conservare per tutta la durata della detrazione:
- titolo edilizio con data di inizio lavori, oppure dichiarazione sostitutiva;
- fatture o scontrini con codice fiscale dell’acquirente e descrizione dei beni;
- ricevute dei bonifici, delle transazioni con carta o estratti conto;
- etichette o schede tecniche degli elettrodomestici con la classe energetica;
- ricevuta della comunicazione ENEA, quando dovuta.
Comunicazione ENEA per gli elettrodomestici
Forni, frigoriferi e congelatori, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavatrici e lavasciuga vanno comunicati all’ENEA sul portale Bonus Casa, di norma entro 90 giorni dalla fine dei lavori edilizi. I mobili non si comunicano.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la risoluzione 46/E del 18 aprile 2019 che la mancata o tardiva comunicazione non fa perdere la detrazione. Resta però un adempimento obbligatorio: conviene farlo e conservarne la ricevuta.
Esempio numerico
Esempio indicativo, a scopo illustrativo. Un proprietario avvia a marzo 2026 la ristrutturazione del bagno e la sostituzione degli impianti dell’appartamento, con CILA. A settembre 2026 acquista una cucina con forno e lavastoviglie di classe adeguata per 4.200 euro e un divano da 1.800 euro, pagando con carta.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Spesa totale per mobili ed elettrodomestici | 6.000 € |
| Spesa ammessa (limite) | 5.000 € |
| Detrazione 50% | 2.500 € |
| Rata annuale per 10 anni | 250 € |
Gli ultimi 1.000 euro non danno alcun beneficio. Se la cucina fosse stata acquistata a febbraio 2026, prima dell’inizio dei lavori, il bonus su quell’acquisto non sarebbe spettato.
Errori che fanno perdere il bonus mobili
- Comprare i mobili prima dell’inizio dei lavori: è l’errore più comune.
- Considerare “ristrutturazione” una manutenzione ordinaria: tinteggiare o cambiare i pavimenti non basta.
- Pagare in contanti o con assegno, anche solo il saldo.
- Dividere le spese tra familiari: chi detrae i lavori deve pagare anche gli arredi.
- Agganciare il bonus a lavori detratti con l’Ecobonus: il bonus mobili segue solo il bonus ristrutturazione.
- Superare il limite senza accorgersene quando l’intervento è a cavallo tra 2025 e 2026.
Checklist prima, durante e dopo i lavori
Prima dei lavori
- verifica con il tecnico che l’intervento sia manutenzione straordinaria o superiore;
- presenta il titolo edilizio (CILA, SCIA, permesso) o predisponi la dichiarazione sostitutiva con la data di inizio.
Durante i lavori
- acquista mobili ed elettrodomestici solo dopo la data di inizio lavori;
- paga con bonifico o carta, intestando le fatture a chi detrae i lavori;
- controlla la classe energetica degli elettrodomestici.
Dopo i lavori
- invia la comunicazione ENEA per i grandi elettrodomestici;
- indica la spesa nel 730 o nel modello Redditi dell’anno successivo;
- conserva tutti i documenti per i dieci anni di detrazione.
Cosa succede dal 2027
AGGIORNAMENTO DEL 16/10/2026. A legislazione vigente il bonus mobili copre gli acquisti fino al 31 dicembre 2026; per il 2027 serve una nuova proroga. Il Documento programmatico di bilancio è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026, ma una proroga del bonus mobili non risulta ancora in un testo di legge: lo sapremo solo con la Legge di bilancio 2027 pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Per lo stesso motivo anche il bonus ristrutturazione, oggi al 50% per l’abitazione principale, dal 2027 scenderebbe al 36% salvo modifiche, come spiegato nella nostra guida su bonus casa e fotovoltaico 2026 e le aliquote dal 2027.
Chi ha già avviato i lavori e deve arredare ha quindi un motivo concreto per completare gli acquisti entro il 31 dicembre 2026.
In conclusione
Il bonus mobili 2026 è un’agevolazione utile ma “dipendente”: vale solo se c’è un intervento edilizio ammesso, iniziato dal 2025 e prima degli acquisti. Le tre verifiche da fare subito sono la qualificazione dei lavori, la data di inizio documentata e il mezzo di pagamento. Il resto è ordinaria amministrazione.
Domande frequenti
Il bonus mobili 2026 vale anche per la seconda casa?
Sì. Il bonus mobili non dipende dalla residenza ma dal tipo di intervento: spetta anche per una seconda casa, purché sia un immobile residenziale su cui sono stati avviati dal 1° gennaio 2025 lavori di manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione detraibili con il bonus ristrutturazione.
Posso avere il bonus mobili senza ristrutturare?
No. Il bonus mobili spetta solo se sullo stesso immobile è stato avviato un intervento di recupero edilizio ammesso al bonus ristrutturazione. L’acquisto di mobili per una casa appena comprata o per un appartamento su cui si fa solo manutenzione ordinaria non dà diritto alla detrazione.
Quanto si recupera con il bonus mobili 2026?
Si recupera il 50% della spesa, su un massimo di 5.000 euro per unità immobiliare: la detrazione massima è quindi di 2.500 euro, ripartita in dieci rate annuali da 250 euro nella dichiarazione dei redditi.
Il bonus mobili spetta anche all’inquilino?
Sì, se è l’inquilino a sostenere e detrarre le spese dei lavori di ristrutturazione sull’immobile e a pagare anche i mobili. Se i lavori sono pagati dal proprietario e i mobili dall’inquilino, il bonus non spetta a nessuno dei due.
Serve il bonifico parlante per il bonus mobili?
No. Per mobili ed elettrodomestici basta un pagamento tracciabile: bonifico ordinario, carta di debito o carta di credito. Non sono ammessi contanti e assegni. Il bonifico parlante resta invece obbligatorio per le spese dei lavori edilizi.
Cosa succede se non faccio la comunicazione ENEA?
Secondo la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 46/E del 2019, la mancata o tardiva comunicazione all’ENEA non fa perdere la detrazione. La comunicazione dei grandi elettrodomestici resta comunque obbligatoria ed è bene inviarla.
Il bonus mobili ci sarà anche nel 2027?
Al 16 ottobre 2026 non è ancora previsto da una norma: la copertura vigente arriva agli acquisti del 31 dicembre 2026. L’eventuale proroga dipende dalla Legge di bilancio 2027, che sarà approvata entro fine anno.
Hai dubbi sui lavori da fare?
Se stai pianificando una ristrutturazione e vuoi capire se i lavori danno diritto al bonus mobili e al bonus ristrutturazione, possiamo verificare insieme la qualificazione dell’intervento e il titolo edilizio necessario. Puoi scriverci dalla pagina contatti dello studio.
Fonti
- Agenzia delle Entrate – Bonus mobili ed elettrodomestici, area tematica
- Agenzia delle Entrate – Guida Bonus mobili ed elettrodomestici (aggiornamento gennaio 2026)
- ANCE – News 22/2026: guida bonus mobili aggiornata a gennaio 2026
- Euroconference News – Il bonus mobili ed elettrodomestici nel dichiarativo 2026
- Edilizia.com – Bonus mobili ed elettrodomestici 2026: requisiti, spese e detrazioni
- PMI.it – Bonus casa 2027: proroga del 50% o taglio al 36% (14/10/2026)

Ing. Marco Sabatini
Ingegnere civile e ambientale, iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Chieti
Titolare dello Studio Tecnico Sabatini di San Salvo (CH), si occupa ogni giorno di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire, sanatorie), coordinamento della sicurezza nei cantieri (CSP e CSE ai sensi del D.Lgs. 81/2008), certificazione energetica APE, impianti fotovoltaici e pratiche catastali tra Vasto, San Salvo e la provincia di Chieti. Sul portale scrive di normativa, sentenze e tecnologie per l’edilizia partendo dai casi reali dello studio: ogni articolo è verificato sulle fonti ufficiali e riporta i riferimenti normativi.


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