Il bonus caldaia 2026 non è una detrazione autonoma: è il nome con cui si indicano le agevolazioni che si possono usare quando si sostituisce il vecchio generatore di calore. Con l’arrivo del freddo molti proprietari scoprono che la caldaia ha fatto il suo tempo e chiedono quanto potranno recuperare. La risposta, oggi, dipende soprattutto da cosa si installa al posto della vecchia caldaia.

Dal 2025 la legge ha escluso dalle detrazioni la sostituzione con una caldaia alimentata solo a gas o ad altri combustibili fossili, anche se a condensazione. Restano invece agevolati i sistemi ibridi, le pompe di calore, i generatori a biomassa e i microcogeneratori, con l’Ecobonus, il bonus ristrutturazione o, in alternativa, il Conto Termico 3.0 del GSE.
In questa guida vediamo chi può beneficiarne, quanto si recupera nel 2026, quali documenti servono e quali errori fanno perdere l’incentivo. Con una premessa: il 28 ottobre 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio 2027, che inciderà sulle aliquote dei lavori pagati dal prossimo anno.
In breve
Nel 2026 la sostituzione della caldaia con una nuova caldaia unica a gas, GPL o gasolio non dà diritto né all’Ecobonus né al bonus ristrutturazione: l’esclusione vale per le spese sostenute nel 2025, nel 2026 e nel 2027 (art. 1, comma 55, Legge 207/2024). Si può ancora detrarre la spesa se al posto della vecchia caldaia si installa un sistema ibrido assemblato in fabbrica (pompa di calore più caldaia a condensazione), una pompa di calore, un generatore a biomassa o un microcogeneratore.
La detrazione 2026 è del 50% sull’abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale e del 36% negli altri casi, in dieci rate annuali. In alternativa, per pompe di calore, sistemi ibridi e biomassa, i privati possono chiedere al GSE il Conto Termico 3.0, un contributo diretto che di norma arriva in un’unica soluzione.
AGGIORNAMENTO DEL 29/10/2026 – Il 28/10/2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato il DDL di bilancio 2027. Secondo le dichiarazioni del Governo riportate dalla stampa, le aliquote del 50% e del 36% sarebbero confermate anche per il 2027; la legge vigente prevede invece il 36% e il 30% per le spese del 2027. Il testo deve ancora essere esaminato dal Parlamento: fino all’approvazione definitiva valgono le aliquote attuali.
Bonus caldaia 2026: cosa è escluso e cosa resta agevolato
La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 8/E del 19 giugno 2025, emanata dopo il parere di ENEA e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha chiarito il perimetro dell’esclusione.
Interventi esclusi
- sostituzione dell’impianto con una caldaia a condensazione alimentata a metano, GPL o gasolio, se è l’unico generatore;
- generatori d’aria calda a condensazione alimentati a combustibili fossili;
- per il bonus ristrutturazione, anche la nuova installazione di queste caldaie.
L’Agenzia interpreta l’esclusione in senso ampio, comprendendo anche le spese accessorie collegate alla caldaia a gas.
Interventi ancora agevolati
- sistemi ibridi composti da pompa di calore e caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica e progettati per funzionare insieme;
- pompe di calore elettriche e pompe di calore ad assorbimento a gas;
- microcogeneratori, anche alimentati a combustibili fossili;
- generatori di calore a biomassa (stufe e caldaie a pellet o legna).
Restano detraibili, infine, le spese per caldaie a gas pagate entro il 31 dicembre 2024, anche se i lavori sono stati completati dopo.
Chi può beneficiarne
Possono detrarre la spesa le persone fisiche che possiedono o detengono l’immobile (proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, inquilini e comodatari con il consenso del proprietario) e che sostengono effettivamente il costo. L’aliquota maggiorata del 50% spetta solo se l’immobile è abitazione principale e chi paga è proprietario o titolare di un diritto reale di godimento; l’inquilino o il comodatario, anche se ci abita, rientra nel 36%.
Il Conto Termico 3.0 è aperto a privati cittadini, condomini e imprese che hanno la disponibilità dell’immobile, ma solo per la sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente e funzionante: non incentiva un impianto installato dove prima non c’era.
Quanto si recupera: Ecobonus, bonus ristrutturazione e Conto Termico a confronto
| Ecobonus | Bonus ristrutturazione | Conto Termico 3.0 | |
|---|---|---|---|
| Aliquota 2026 | 50% abitazione principale, 36% altri casi | 50% abitazione principale, 36% altri casi | contributo calcolato dal GSE, fino al 65% della spesa ammissibile |
| Limite | detrazione massima 30.000 euro per unità (climatizzazione invernale) | spesa massima 96.000 euro per unità, cumulativa con gli altri lavori | massimali fissati dal decreto per tipo di intervento |
| Come si riceve | dieci rate annuali in dichiarazione | dieci rate annuali in dichiarazione | bonifico del GSE, in unica rata fino a 15.000 euro |
| Requisiti tecnici | requisiti del D.M. 6 agosto 2020 | rispetto delle norme di settore | requisiti di efficienza del D.M. 7 agosto 2025 |
| Pratica | scheda ENEA entro 90 giorni | comunicazione ENEA entro 90 giorni per gli interventi di risparmio energetico | domanda sul Portaltermico entro 90 giorni dalla fine lavori |
Il Conto Termico non si somma alle detrazioni fiscali sullo stesso intervento: va scelto in alternativa. Per la pompa di calore abbiamo spiegato calcolo e procedura nella guida Conto Termico 3.0 pompa di calore: quanto puoi ottenere e come fare domanda; le modifiche in arrivo sono riassunte nell’articolo sul correttivo al Conto Termico 3.0, non ancora in vigore.
Esempio numerico (puramente indicativo)
Ipotizziamo la sostituzione di una vecchia caldaia con un sistema ibrido assemblato in fabbrica, con una spesa complessiva di 9.000 euro IVA compresa, pagata nel 2026.
- abitazione principale del proprietario: detrazione del 50%, pari a 4.500 euro, cioè 450 euro l’anno per dieci anni;
- seconda casa o immobile in affitto: detrazione del 36%, pari a 3.240 euro, cioè 324 euro l’anno;
- stessa spesa pagata nel 2027 con le aliquote oggi in vigore: 36% sull’abitazione principale (3.240 euro) e 30% negli altri casi (2.700 euro), salvo modifiche della Legge di bilancio 2027.
Con il Conto Termico l’importo non è una percentuale fissa: il GSE lo calcola in base alla potenza, alla zona climatica e all’efficienza della macchina, entro il tetto del 65% della spesa (in questo esempio al massimo 5.850 euro). Il vantaggio è che il contributo arriva subito, senza bisogno di avere capienza IRPEF.
Requisiti tecnici da verificare prima di firmare il preventivo
Per l’Ecobonus il sistema ibrido deve rispettare i requisiti del D.M. 6 agosto 2020, riassunti dal vademecum ENEA:
- potenza termica utile della pompa di calore non superiore a 0,5 volte quella della caldaia;
- caldaia a condensazione con rendimento utile almeno pari a 93 + 2 log Pn;
- coefficiente di prestazione (COP) della pompa di calore almeno pari ai valori minimi previsti dal decreto.
Per impianti con caldaia fino a 100 kW l’asseverazione del tecnico può essere sostituita dalla dichiarazione del produttore. Nelle pompe di calore, inoltre, conta l’abbinamento con i terminali esistenti: collegarle a vecchi radiatori senza un calcolo può ridurre il comfort e aumentare i consumi, come spiegato in pompa di calore con i termosifoni senza verifiche.
Documenti e procedura passo per passo
- Sopralluogo e scelta del generatore: verifica del fabbisogno, dei terminali, della canna fumaria e dello spazio disponibile.
- Scelta dell’incentivo: detrazione o Conto Termico, valutando capienza IRPEF, aliquota applicabile e tempi.
- Titolo edilizio: la sostituzione del generatore è di norma attività di edilizia libera; servono verifiche se si interviene su facciate vincolate, su parti comuni o con unità esterne visibili.
- Pagamento: per le detrazioni, bonifico parlante con causale di legge, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa.
- Fine lavori: dichiarazione di conformità dell’installatore (D.M. 37/2008), libretto di impianto aggiornato, certificato di smaltimento del vecchio generatore.
- ENEA o GSE: scheda o comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori per le detrazioni; domanda sul Portaltermico entro 90 giorni per il Conto Termico.
Checklist dei documenti da conservare
- fatture intestate a chi detrae e ricevute dei bonifici parlanti;
- schede tecniche del generatore (COP, SCOP, rendimento) e, per l’ibrido, certificazione che è assemblato in fabbrica;
- asseverazione del tecnico o dichiarazione del produttore;
- ricevuta di trasmissione ENEA con codice CPID;
- dichiarazione di conformità e libretto di impianto;
- consenso del proprietario se i lavori li paga l’inquilino;
- per i condomini: delibera assembleare e tabella di ripartizione.
Errori che fanno perdere il beneficio
- Installare una caldaia a gas da sola contando sulla detrazione: dal 2025 non spetta, nemmeno sulle opere accessorie.
- Scegliere un ibrido assemblato in cantiere pensando di usare l’Ecobonus: servono apparecchi concepiti e certificati dal produttore come sistema unico.
- Pagare con bonifico ordinario o con carta: per le detrazioni serve il bonifico parlante.
- Dimenticare la pratica ENEA entro 90 giorni, o presentare la domanda al GSE oltre il termine.
- Chiedere insieme detrazione e Conto Termico sullo stesso intervento.
- Rimandare il pagamento al 2027 senza considerare che, a legge invariata, l’aliquota scenderebbe.
Checklist prima, durante e dopo i lavori
Prima
- verificare la titolarità sull’immobile e se è abitazione principale;
- scegliere tra detrazione e Conto Termico;
- chiedere un preventivo con modello, schede tecniche e requisiti di accesso.
Durante
- pagare con bonifico parlante o secondo le regole del GSE;
- fotografare il vecchio generatore prima dello smontaggio;
- conservare il certificato di smaltimento.
Dopo
- ottenere dichiarazione di conformità e libretto aggiornato;
- trasmettere ENEA o la domanda al GSE entro 90 giorni;
- archiviare tutto per almeno dieci anni, la durata delle rate.
Conclusione
Il bonus caldaia 2026 esiste ancora, ma solo per chi abbandona il generatore esclusivamente fossile. Sistema ibrido, pompa di calore e biomassa restano incentivati con il 50% o il 36% in dieci anni, oppure con il contributo diretto del Conto Termico 3.0. La scelta tra i due canali e la verifica dei requisiti tecnici vanno fatte prima di firmare il preventivo, non a lavori finiti. Se stai valutando la sostituzione, possiamo verificare il tuo impianto e l’incentivo più adatto attraverso il servizio APE, efficienza energetica e fotovoltaico.
Domande frequenti
Nel 2026 c’è ancora il bonus per sostituire la caldaia?
Sì, ma non per le caldaie alimentate solo a gas, GPL o gasolio, escluse dal 2025. La detrazione del 50% o del 36% spetta se si installa un sistema ibrido assemblato in fabbrica, una pompa di calore, un generatore a biomassa o un microcogeneratore.
La caldaia a condensazione a metano si può ancora detrarre?
No, se è l’unico generatore dell’impianto. Le spese sostenute nel 2025, nel 2026 e nel 2027 sono escluse sia dall’Ecobonus sia dal bonus ristrutturazione. Resta agevolata solo se fa parte di un sistema ibrido con pompa di calore assemblato in fabbrica.
Quanto si detrae per un sistema ibrido nel 2026?
Il 50% della spesa se l’immobile è l’abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale, il 36% negli altri casi, in dieci rate annuali. Con l’Ecobonus la detrazione massima è di 30.000 euro per unità immobiliare.
Posso usare il Conto Termico 3.0 per cambiare la caldaia?
Sì, se sostituisci un impianto esistente con una pompa di calore, un sistema ibrido o un generatore a biomassa che rispettano i requisiti del decreto. Le caldaie a condensazione da sole non sono incentivate per i privati, e il Conto Termico non si cumula con la detrazione fiscale sullo stesso intervento.
Serve una pratica edilizia per sostituire la caldaia?
Di norma no, perché la sostituzione del generatore è edilizia libera. Possono servire verifiche o autorizzazioni se l’unità esterna della pompa di calore è su facciate vincolate, su parti comuni condominiali o in contrasto con il regolamento edilizio.
Conviene aspettare il 2027 per cambiare la caldaia?
Con le regole oggi in vigore no, perché dal 2027 le aliquote scenderebbero al 36% e al 30%. Il disegno di legge di bilancio 2027 potrebbe confermare il 50% e il 36%, ma fino all’approvazione definitiva è prudente programmare i pagamenti tenendo conto della legge vigente.
Fonti
- Circolare n. 8/E del 19 giugno 2025 – Bonus edilizi (Agenzia delle Entrate)
- Comma 22 della Legge 199/2025: proroga di Ecobonus, ristrutturazioni e bonus mobili (Leggeinchiaro)
- Vademecum sistemi ibridi – detrazioni per il risparmio energetico (ENEA, 25/01/2021)
- Approfondimento Conto Termico 3.0 (ANCE)
- Caldaie a condensazione, stop alle detrazioni anche per le spese accessorie (MySolution, 30/06/2026)
- Legge di Bilancio 2027: Bonus Ristrutturazioni ed Ecobonus al 50% per le prime case (Ingenio, 28/10/2026)
- Legge di bilancio 2027, le novità dai bonus casa alle pensioni (idealista/news, 28/10/2026)

Ing. Marco Sabatini
Ingegnere civile e ambientale, iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Chieti
Titolare dello Studio Tecnico Sabatini di San Salvo (CH), si occupa ogni giorno di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire, sanatorie), coordinamento della sicurezza nei cantieri (CSP e CSE ai sensi del D.Lgs. 81/2008), certificazione energetica APE, impianti fotovoltaici e pratiche catastali tra Vasto, San Salvo e la provincia di Chieti. Sul portale scrive di normativa, sentenze e tecnologie per l’edilizia partendo dai casi reali dello studio: ogni articolo è verificato sulle fonti ufficiali e riporta i riferimenti normativi.
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